Crowdsourcing legislativo in Finlandia

csVietare l’allevamento di animali per la produzione di pellicce. Legalizzare l’eutanasia. Proibire il consumo di energy drink ai minori di 16 anni. Permettere ai ciclisti di circolare in entrambi i sensi di marcia anche sulle strade a senso unico. Sono solo alcune delle oltre 300 proposte pubblicate in appena pochi mesi sul sito «Avoin ministeriö» («Ministero aperto» – avoinministerio.fi), neonata piattaforma (attiva dall’inizio di ottobre) che, in Finlandia, permette a chiunque di pubblicare un’idea e, grazie all’aiuto di legali ed esperti (tutti volontari), di trasformarla in una proposta di legge vera e propria: servono almeno 50.000 firme di cittadini (da raccogliere entro sei mesi online o in modo tradizionale) per farla poi arrivare in Parlamento, che avrà l’obbligo di votarla.  ….

Casi di leggi fatte con il concorso diretto del popolo ci sono stati anche in Brasile e nelle Filippine. In Islanda, il 21 ottobre, il Parlamento ha approvato la prima costituzione in crowdsourcingIn Italia le leggi di iniziativa popolare non sono certamente una novità – le prevede l’articolo 71 della Costituzione – ma le istituzioni non le hanno mai considerate seriamente…..

http://www.corriere.it/tecnologia/cyber-cultura/12_novembre_29/avoin-ministerio-pekkanen-ministero-aperto-crowdsoucing-grillo_31f90574-3a1a-11e2-8e20-34fd72ebaa93.shtml

Crowdsourcing: cosa significa?

http://it.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing

 

Per il riconoscimento dello ius soli

L’impegno per la cittadinanza italiana ai bimbi stranieri non deve cadere. Questi bambini sono figli della nostra terra anche se ci portano un’origine e una storia differenti ma ci arricchiscono e con loro costruiremo un grande futuro». Il ministro della Cooperazione Andrea Riccardi rilancia l’impegno del governo per il riconoscimento del cosiddetto ius soli, ovvero la possibilità di acquisire la cittadinanza del nostro Paese per il semplice fatto di essere nati sul territorio italiano. Un diritto che altri stati già riconoscono ma che l’Italia ancora non concede. Motivo questo che spinge l’Unicef a prendere posizione e a lanciare una campagna massiccia per far sì che Comuni e altri enti riconoscano fin da subito quantomeno una cittadinanza onoraria ai bambini nati entro i confini italiani da cittadini di altre nazionalità….

Quasi un milione di minorenni di origine straniera vive in Italia e di questi più di 500 mila sono nati nel nostro Paese – sottolinea Giacomo Guerrera, presidente dell’Unicef Italia -. Per questo motivo abbiamo deciso di richiamare l’attenzione sull’uguaglianza dei diritti di tutti i minorenni e la non discriminazione dei bambini e degli adolescenti di origine straniera che sono tra noi». Il governo, dal canto suo, sembra non volersi tirare indietro, anche se una nuova legge non sembra ancora alle viste: «Gli stranieri non sono un problema umanitario ma sono un aiuto per la crescita – ha evidenziato ancora il ministro Riccardi, presente al lancio della campagna -. Questo non dipende dal governo ma dal parlamento, la palla quindi passa alla prossima legislatura».

Attualmente la normativa prevede che il minorenne che nasca in Italia da cittadini residenti ma non cittadini divenga titolare di permesso di soggiorno temporaneo che deve essere rinnovato dai famigliari fino alla maggiore età e questo in contrasto con la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, recepita dalla legislazione italiana.

http://www.corriere.it/cronache/12_novembre_15/unicef-campagna-cittadinanza-bambini-stranieri_7c87a1ea-2f2f-11e2-8b0e-23b645a7417c.shtml