Si chiude in recessione

recxL’Italia chiuderà anche il 2014 in recessione. Il governo, come previsto, abbassa le stime di aprile e con la nota di aggiornamento del documento di Economia e Finanza (Def) indica che il Pil chiuderà quest’anno a -0,3% (e l’Istat prevede intanto che anche il terzo trimestre avrà il segno meno) per tornare a crescere, allo 0,6% nel 2015. Pienamente rispettato però, sottolinea il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan al termine del Cdm che ha approvato la nota, il «fondamentale vincolo» del 3%. Il rapporto deficit/Pil si attesterà infatti quest’anno precisamente sul filo di questa soglia (al 3%) per calare leggermente al 2,9% il prossimo anno.

Il governo, con le leggi attualmente in vigore, stima il rapporto al 2,2% ma fissa il deficit programmatico al 2,9%. Questo darebbe così margini di iniziativa per stimolare l’economia per il prossimo anno. «Nessuna manovra aggiuntiva» per il 2014, assicura nuovamente il sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio. Ma visto «il quadro macroecnomico deteriorato» è «lecito» però, spiega Padoan, invocare le «circostanze eccezionali» già previste dalle regole Ue per «rallentare» l’aggiustamento strutturale di bilancio e rinviare «al 2017» il raggiungimento del pareggio di bilancio previsto dal Fiscal Compact. Certo, bisognerà aspettare il giudizio di Bruxelles ma, assicura il ministro, con la commissione, cui è già stata inviata la nota di aggiornamento, «ci sarà normale dialogo con Bruxelles, sia con commissione uscente sia con quella entrante». E quindi un giudizio che arriverà «sulla legge di stabilità», dopo il 15 ottobre.

La legge di stabilità sarà comunque orientata alla crescita ….

Anche il debito è visto in salita, al 131,7 quest’anno e al 133,6 l’anno prossimo, anche per effetto di un piano di privatizzazioni che va a rilento. Quest’anno «faremo meno di quanto previsto (cioè lo 0,7% del Pil) – ammette Padoan ma recupereremo l’anno prossimo». L’uscita dalla recessione sembra per l’Italia ancora lontana: anche l’Istat, nella nota mensile sull’economia del paese, certifica che nel terzo trimestre ci sarà una «nuova flessione» del Pil. Ciò è dovuto non soltanto alle difficoltà della nostra industria ma anche alla fragilità della domanda interna, e dai consumi deboli. E con i consumi «compressi dalle difficili condizioni del mercato del lavoro», la locomotiva-paese non riparte. Insomma, spiega l’Istat, «l’attuale fase di debolezza del ciclo economico è attesa proseguire anche nel terzo trimestre». In particolare sul mercato del lavoro, «il tasso di posti vacanti permane su livelli molto bassi, a sottolineare la prolungata scarsità di posti di lavoro disponibili che sembra divenire una caratteristica strutturale

http://www.lastampa.it/2014/09/30/economia/verso-un-nuovo-calo-del-pil-nel-terzo-trimestre-M4CGl0VrTakZiZsz55JOXK/pagina.html

Governo in bilico

Sabato 8 dicembre 2012

palazzo ChigiArrivato a Roma, per incontrare il capo dello Stato, dopo oltre due ore di analisi e ragionamenti sulle posizioni espresse dai partiti che sorreggono il governo e che venerdì erano saliti al Colle nel corso di un vero e proprio giro di consultazioni, Mario Monti ha deciso di gettare la spugna: prima cercherà di far approvare la legge di stabilità e poi presenterà le sue dimissioni «irrevocabili». E a questo punto è scontato che si vada al voto ben prima di quel 10 marzo che tutti ipotizzavano sino a ieri. 

Nel corso dell’incontro al Quirinale, riferisce la nota diffusa al termine dell’incontro, il presidente della Repubblica «ha prospettato al Presidente del Consiglio l’esito dei colloqui avuti con i rappresentanti delle forze politiche che avevano dall’inizio sostenuto il Governo e con i presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati». E la risposta del premier? A pesare sulla sua decisione sarebbe stato l’ultimo affondo di Alfano, che venerdì alla Camera, ha pubblicamente dichiarato di «considerare conclusa l’esperienza del governo Monti»….

Salvo stravolgimenti del calendario ed altre sorprese che potrebbero verificarsi in Parlamento, la legge di stabilità dovrebbe venire approvata entro fine anno, attorno al giorno 28. Ma governo e forze politiche potrebbero decidere anche di accelerare e chiudere già prima di Natale. Ed in questo caso si aprirebbe uno spiraglio per votare verso metà-fine febbraio, posto che per organizzare le elezioni in media occorrono almeno una sessantina di giorni.

Stando alle dichiarazioni dei partiti dei giorni scorsi e a quelle ripetute ancora ieri la legge di stabilità non dovrebbe avere problemi ad essere approvata. L’hanno confermato sia Bersani che Berlusconi. Il resto dei provvedimenti invece rischia di entrare nel limbo ed in alcuni casi (come il decreto Ilva) potrebbero essere guai seri.

http://www.lastampa.it/2012/12/09/italia/politica/monti-accelera-le-dimissioni-19k5xhXCtADYMYCh7H7NKN/pagina.html