Province: la Corte costituzionale boccia la riforma

province_italiane_tagli[1]La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della riforma e del riordino delle Province, previsti nel decreto Salva-Italia con la riduzione degli enti in base a criteri di estensione e di numerosità della popolazione.  Secondo la Consulta, «il decreto-legge, atto destinato a fronteggiare casi straordinari di necessità e urgenza, è strumento normativo non utilizzabile per realizzare una riforma organica e di sistema quale quella prevista dalle norme censurate nel presente giudizio». Per questo motivo, si legge in una nota, la Corte costituzionale nella camera di consiglio di mercoledì 3 «ha dichiarato l’illegittimità costituzionale» di diversi articoli della riforma.

RICORSI DELLE REGIONI – La Consulta aveva esaminato nel corso dell’udienza pubblica di martedì 2 i ricorsi presentati da 8  Regioni (Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Campania, Molise, e Sardegna) contro il decreto Salva Italia (decreto 201) del dicembre 2011 che con l’articolo 23 ha di fatto «svuotato» le competenze delle Province e ne ha profondamente modificato gli organi di governo: non più di 10 componenti eletti dai Comuni e il presidente scelto all’interno del consiglio provinciale. Sotto la lente della Corte anche il decreto 95 del 2012 sul riordino delle Province in base ai due criteri dei 350 mila abitanti e dei 2.500 chilometri di estensione in base ai ricorsi avanzati dalle autonomie.

….

http://www.corriere.it/politica/13_luglio_03/corte-costituzionale-dichiara-illegittima-riforma-riordino-province_6fbdc9f6-e408-11e2-a86e-c1d08ee83a64.shtml

Ingorgo istituzionale in vista

C’è la meta, non ancora la rotta. Sappiamo che ci attende una cartolina precetto per il voto, ma non sappiamo quando, come, per chi. Mancano le regole della competizione (votare con le vecchie sarebbe una sciagura). Manca un’offerta politica precisa (quanto alla domanda, non ne parliamo: ormai il primo partito è quello del non voto). E manca in ultimo la data: al singolare, o forse al plurale. Quando e quanto voteremo? In un’unica tornata o distanziando le elezioni regionali e nazionali?…………..

http://www.corriere.it/opinioni/12_novembre_20/ainis-slalom-verso-voto-ingorgo-istituzionale_2e0f639a-32ef-11e2-b51a-501fa6538944.shtml