Approvata la riforma dell’affido

affidamLa famiglia che ha un minore in affido non solo potrà chiederne l’adozione ma godrà anzi di una corsia preferenziale. Alla Camera via libera alla proposta di legge già approvata dal Senato che ridefinisce il rapporto tra procedimento di adozione e istituto dell’affidamento garantendo il diritto alla continuità affettiva dei minori. La nuova legge muta radicalmente l’attuale disciplina che vieta l’adozione da parte degli affidatari scongiurando così il rischio che bambini già provati dal distacco dalla famiglia di origine siano sottoposti a un altro trauma. Ecco, in sintesi le
novità.

Affidatari in corsia preferenziale: in caso di adozione è prevista una
corsia preferenziale a favore di chi ha il bambino in affido. Il Tribunale dei minori dovrà infatti tener conto, nel decidere sull’adozione, dei ‘legami affettivi significativi’ e del ‘rapporto stabile e duraturo’ consolidatosi tra il minore e la famiglia affidataria. La corsia preferenziale opera però solo se gli affidatari rispondono ai requisiti per l’adozione (stabile rapporto di coppia, idoneità all’adozione e differenza di età con l’adottato).

Tutela della continuità affettiva: nell’interesse del minore è garantita continuità affettiva con gli affidatari (come ad esempio il
diritto di visita) anche in caso di ritorno alla famiglia di origine e adozione o nuovo affido ad altra famiglia. Il giudice peraltro, nel
decidere sul ritorno in famiglia, sull’adozione o sul nuovo affidamento dovrà ascoltare anche il minore.

Più poteri in tribunale: si ampliano i diritti degli affidatari: chi ha il minore in affido è legittimato a intervenire (c’è l’obbligo di convocazione a pena di nullità) in tutti i procedimenti civili in materia di responsabilità genitoriale, affidamento e adottabilità relativi al minore. È poi prevista la facoltà di presentare memorie nell’interesse del minore.
Adozione degli orfani: accanto ai parenti (fino al sesto grado) e alle persone legate da un rapporto stabile preesistente alla perdita dei
genitori, anche l’affidatario potrà ora chiedere l’adozione di un orfano. In tal caso l’adozione è consentita anche alle coppie di fatto e alle persone singole.

Furto in pigiamino.

ciabattinaMamma e papà gli avevano negato il giocattolo elettronico che tanto desiderava. Non volevano (o non potevano) comprarglielo. Allora lui, un bambino di origine ghanese di soli 10 anni, ha pensato di andare a prenderselo. Ieri sera ha aspettato che i suoi genitori si addormentassero, poi verso mezzanotte è sgattaiolato fuori dal suo lettino, è uscito di casa e si è avventurato tra le strade di Vicenza in pigiama, giubbotto e ciabatte; una volta arrivato davanti al negozio di giocattoli ha sfondato con un sasso la vetrina e si è preso quello che voleva. E già che c’era ha pensato anche alla sorellina, prendendo un pensierino anche per lei. Roba da far rimpiangere strilla e capricci, anche se forse, nella sua mente non sapeva di aver appena compiuto un reato che i grandi chiamano furto. 

 È bastato poco agli agenti della Polizia di Vicenza, allertati da un vicino svegliato dalla vetrina in frantumi, per capire quello che era successo. Anche se probabilmente nemmeno loro si aspettavano di trovare un ladro bambino, nascosto dietro un cespuglio: a tradirlo una ciabattina, persa nella fuga. Come Cenerentola, corsa via al rintocco della mezzanotte. Ma quella è una favola, e la mezzanotte a quel punto era passata da un pezzo. Le scuse del minore non hanno convinto gli agenti che, con le cautele del caso, sono riusciti ad avere l’indirizzo di casa. Mamma e papà, entrambi lavoratori e ben inseriti nel contesto sociale, dormivano pacificamente, e hanno avuto non poche difficoltà a credere al racconto degli agenti: erano sicuri che il loro bambino fosse a letto, nella sua camera a dormire e forse a sognare proprio quel giocatt

http://www.lastampa.it/2013/04/04/italia/cronache/spaccata-in-un-negozio-di-giocattoli-il-ladro-era-un-bambino-in-pigiama-9zt8sHIyS7HH7GZYzSdvkN/pagina.html

Cassazione: affidamento dei minori a coppie gay

La Corte ha respinto il ricorso di un padre che contestava l’affidamento del figlio, sostenendo che avrebbe avuto uno sviluppo squilibrato dalla convivenza della madre con un’altra donna. Di diverso parere i giudici: “Mero pregiudizio”.

Ecco cosa si legge su alcuni quotidiani …

http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/cassazione-vita-familiare.aspx

http://www.repubblica.it/cronaca/2013/01/11/news/cassazione_bimbo_pu_crescere_bene_anche_in_famiglia_omosessuale-50330615/?ref=HREC1-1

http://www.corriere.it/cronache/13_gennaio_11/cassazione-coppie-omosex_a2e8425c-5bfa-11e2-b348-07f13d8a1ca0.shtml

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/bimbi-affido-coppie-gay-rivolta-contro-cassazione-tutelare-i-874052.html

Schiaffi alla figlia: pagherà i danni

Va risarcito il figlio che prende schiaffi dai genitori. Lo ha stabilito la Cassazione, ricordando che ci sono dei «limiti nell’esercizio delle facoltà coercitive genitoriali» per cui, nel momento in cui queste «si risolvono in atti violenti in nessun modo riconducibili ad una legittimita finalità correttiva», devono essere scoraggiate e condannate. Con tanto di risarcimento al figlio. Ecco perché la Quinta sezione penale ha convalidato un risarcimento ad una figlia 16enne e una multa per lesioni personali ad una coppia di Torino che, in due occasioni, nel 2008, per scoraggiare la figlia di lui sorpresa a fumare, l’avevano presa a schiaffi.

In particolare, la Suprema Corte ha convalidato il risarcimento danni nei confronti della ragazza e ha confermato una multa di 750 euro nei confronti del padre, C.O. (comprensiva anche della condanna per percosse) e di 600 euro per le sole lesioni nei confronti della compagna M.S.. Inutile il ricorso della coppia in Cassazione, volto a dimostrare che la loro reazione, pur violenta, era volta a correggere il carattere ribelle della ragazza «rimproverata per avere fumato». La Cassazione ha passato in rassegna i due episodi nei quali la coppia aveva reagito con violenza nei confronti della figlia di lui e ha ricordato che la donna in una occasione aveva lanciato un cucchiaio contro la ragazza, mentre il padre le aveva dato sei schiaffi prendendola per i capelli

Insomma, due episodi nei quali la coppia torinese, scrive la Cassazione nella sentenza 45859, è andata ben oltre il legittimo esercizio dello `ius corrigendi´. Anzi, spiega la Suprema Corte che «in entrambi gli episodi contestati, le condotte poste in essere dagli imputati travalicavano i limiti dell’esercizio delle facoltà coercitive genitoriali, nel momento in cui si risolvevano in atti violenti in nessun modo riconducibili ad una legittima finalità correttiva». Comportamenti di questo genere, annota ancora la Suprema Corte, «sono estranei ad una finalità correzionale che vede la violenza quale incompatibile sia con la tutela della dignità del soggetto minorenne che con l’esigenza di un equilibrato sviluppo della personalità dello stesso». Convalidato così il giudizio del Tribunale di Torino, luglio 2011.

http://www.lastampa.it/2012/11/26/italia/i-tuoi-diritti/famiglia-e-successioni/prende-a-schiaffi-la-figlia-ribelle-genitore-paghera-i-danni-rB3JjrzjCXhhOJpCIkvV4K/pagina.html