Modello tedesco e modello italiano

GIORGIO RUFFOLO E STEFANO SYLOS LABINI

images[3] ….. intendiamo richiamare l’attenzione su alcune differenze strutturali tra il modello tedesco e quello italiano che riguardano la dimensione media e la spesa in ricerca e sviluppo (R&S) delle imprese. A livello aggregato la dimensione media delle imprese italiane è pari a 4 addetti per azienda, in Germania è di 13 addetti, mentre nell’industria manifatturiera la dimensione media è di 10 addetti e in Germania di 37. Un divario simile si registra nelle spese in R&S: le imprese tedesche spendono quasi il triplo (1,9% del Pil) delle imprese italiane (0,7 % del Pil).
Il modello tedesco dunque si differenzia da quello italiano per la dimensione e per le spese in R&S. Questi sono i veri punti di forza della Germania: imprese di maggiori dimensioni hanno una produttività più elevata e riescono ad esportare di più delle microimprese poiché dispongono di personale specializzato nelle varie funzioni aziendali (ricerca, progettazione, produzione, commercializzazione), sono dotate di tecnologie più moderne e hanno un maggiore potere contrattuale nei confronti delle banche che consente di ottenere credito più facilmente e a costi più bassi.
Pertanto, uno degli obiettivi strategici della politica economica dovrebbe essere la crescita dimensionale delle imprese attraverso investimenti in tecnologia e in personale qualificato. Questa è la strada per migliorare la qualità del prodotto e per aumentare le vendite, la produzione e l’occupazione.
tratto da “Senza investimenti non basta la flessibilità”
Repubblica 12 settembre 2014
http://interestingpress.blogspot.it/2014/09/senza-investimenti-non-basta-la.html