Ripensamento lungo

Un provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri ieri, riguarda i consumatori e i loro diritti. Si tratta di uno schema di decreto legislativo che (recependo una direttiva europea su cui l’Italia era in ritardo e a rischio multa) assicura maggiori garanzie ai consumatori che fanno acquisti «al di fuori delle attività commerciali», ovvero on line o a distanza. Le nuove regole prevedono ad esempio tempi più lunghi per il cosiddetto ripensamento e la richiesta di rimborso (da 10 a 14 giorni) e il divieto di sovrapprezzo nel caso di pagamento con carte di credito.

In dettaglio, a partire dal 14 giugno 2014 chi vende online dovrà fornire più precise informazioni precontrattuali per i potenziali clienti. Poi, si allunga da 10 a 14 giorni il diritto di recesso (diritto di ripensamento) riconosciuto al consumatore; se il venditore «nasconde» questa informazione, si ha un anno per ripensarci. Chi «recede» potrà restituire il bene anche se in parte deteriorato, pagando solo la «diminuzione del valore del bene custodito»; Infine, chi compra non dovrà più pagare sovrapprezzi (come fanno oggi ad esempio le compagnie aeree low cost) se decide di pagare con carte di credito o bancomat.  

http://www.lastampa.it/2014/02/07/economia/acquisti-online-il-diritto-di-recesso-da-fino-a-giorni-B4yId4l2bsD8tdrUPotpvN/pagina.html

 

Tempi più lunghi per esercitare il diritto di recesso. Maggiori informazioni al consumatore prima della sottoscrizione del contratto e nuove regole che disciplinano la consegna del bene acquistato.

Sono queste le principali novità della direttiva 2011/83/UE, del 25 ottobre 2011, sui Diritti dei consumatori, che verrà prossimamente recepita dal nostro paese: all’elaborazione del testo di recepimento stanno lavorando gli uffici competenti del Ministero dello Sviluppo economico, che hanno avviato un primo confronto in merito con il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti.

In particolare, per avere un quadro dell’impatto sulla normativa europea, si deve tener conto che la 2011/83/UE modifica le precedenti direttive 93/13/CEE e 1999/44/CE e abroga le direttive 85/577/CEE e 97/7/CE, in quanto la nuova “disciplina” garantisce un livello di protezione dei consumatori più elevato.

Quando si concluderà l’iter di recepimento, le novità normative di derivazione comunitaria verranno inserite nel Codice del Consumo. Nello specifico, verrà sostituita integralmente la parte del Codice del Consumo, dall’articolo 45 all’articolo 67, quella che disciplina i contratti negoziati fuori dai locali commerciali, i contratti a distanza, il regime sanzionatorio comune e la speciale disciplina del diritto di recesso.

 

http://www.regione.emilia-romagna.it/consumatori/vademecum/2013/luglio/recesso-maggiori-diritti-con-la-nuova-direttiva-europea

 

Troppe monetine….

monetineI suoi risparmi erano tutti lì, racchiusi in quel salvadanaio rotto con il fiato sospeso prima di Natale. Accumulati pazientemente in due lunghi anni di mance e mancette, compleanni e premi, c’erano 260 euro, sia in banconote che monete. Un bel malloppo, se la risparmiatrice è una ragazzina di 12 anni. Con un sogno nel cassetto: comprare con quei soldi una chitarra per poi, in estate, frequentare un corso di musica.

Ma burocrazia e regolamenti annessi e connessi hanno l’infallibile potere di disperdere in un bicchier d’acqua anche le cose più semplici. Giusto prima di Natale infatti questa meticolosa ragazzina di Sacile, in provincia di Pordenone, ha varcato accompagnata dalla mamma le porte dell’ufficio postale del paese, in via Cavour, portando con sé i suoi risparmi ordinatamente suddivisi per pezzatura, quantità, taglia: banconote già contate e arrotolate, e 90 euro in monetine.

L’idea era aprire un libretto postale, ma al momento della richiesta mamma e figlia si sono sentite dire: niente da fare. Per il contante nessun problema, ma la moneta non potevano accettarla.

“Ci hanno detto che non potevano accettarle: solo 50 monetine per volta”, racconta Daniela Manfé, madre della ragazzina.

Impossibile esaudire quindi la richiesta della 12enne: è il regolamento, prima di tutto quello europeo prima che nazionale (e aziendale), che detta le regole. E che, stando a quanto si è attenuto l’addetto all’ufficio postale, vieta di accettare più di 50 pezzi in moneta. Nemmeno con l’alternativa di rateizzare il pagamento, stando a quanto riferisce la madre della ragazzina.

“Mi hanno detto di suddividere le monete in speciali contenitori di plastica, ma non sapevo dove trovarli, ne ignoravo persino l’esistenza – spiega Daniela Manfé -. Ho domandato dove potevo recuperare questi contenitori, ma non me l’hanno detto. A un certo punto, dopo mezz’ora, quando ho visto che la situazione non si sbloccava, mi sono irritata e ce ne siamo andate. Mia figlia? Non aveva capito perché non avessero accettato i suoi risparmi, ho dovuto spiegarglielo”.

Altro che lezione di chitarra, è una bella lezione di burocrazia, come l’ha già ribattezzata il locale Gazzettino Nordest, che ha portato alla luce la vicenda.

Chissà se in banca le monete accumulate in due anni di risparmi varranno un libretto. “Abbiamo ancora noi il ‘bottino’: proverò a chiedere alla mia banca, mi informerò, speriamo vada meglio – conclude Daniela Manfé -. Intanto stiamo domandando ad amici e parenti se hanno bisogno di monetine. Qui non mancano!”

http://www.lastampa.it/2014/01/03/italia/cronache/la-burocrazia-spezza-il-sogno-della-ragazzina-parsimoniosa-R7lVVI2UUc8l8eKJYnSkAO/pagina.html

LE MONETE  ( dal sito della banca d’Italia)

In relazione al limite posto al potere liberatorio, l’art. 11 del Regolamento (CE) N.974-98 stabilisce che, ad eccezione dell’autorità emittente, nessuno è obbligato ad accettare più di 50 monete metalliche in un singolo pagamento, a prescindere dal taglio.

http://www.bancaditalia.it/bancomonete/monete

Pagheremo solo con il bancomat?

D’ora in poi dovremo pagare con il bancomat ogni volta che spendiamo più di 50 euro?
Per ora non esiste nessuna norma né che solleciti né, tantomeno, che obblighi a utilizzare il bancomat oltre i 50 euro.

Quindi non c’è ancora una legge?
No, non c’è. La proposta del bancomat oltre i 50 euro è contenuta nel documento del governo sull’agenda digitale, ma nulla è stato deciso né per modalità, né per tempi, né per il costo delle commissioni bancarie.

A che cosa servirebbe?
Il più grave problema del fisco italiano è l’evasione delle tasse: se i pagamenti possono essere tracciati e si sa – cioè – chi paga e chi viene pagato, evadere le tasse è molto più difficile se non impossibile.

Semmai la norma sul bancomat oltre i 50 euro dovesse passare, come è previsto che debba funzionare?
Il governo ha chiarito di non voler introdurre un «obbligo» a pagare con il bancomat (o altro strumento elettronico, come la carta di credito, per esempio), ma solo della possibilità di ricorrere a questo strumento da parte dell’acquirente. Questo significa che, se voglio pagare con il bancomat, qualunque esercizio, qualunque artigiano (idraulico, meccanico eccetera), qualunque professionista, ha l’obbligo – lui sì – di ricevere il pagamento con questo mezzo, e quindi deve munirsi degli strumenti del caso……………

http://www3.lastampa.it/domande-risposte/articolo/lstp/467758/