Paghetta e propensione al risparmio

paghetVuoi un figlio meno indebitato? Dagli la paghetta quando è piccolo. Si era sempre sospettato che responsabilizzare i bambini nell’uso del denaro fosse un buon antidoto contro il disordine delle loro finanze personali in età adulta. Ora lo prova anche una ricerca condotta dalla banca olandese Ing, su un campione di 12.000 suoi clienti in 13 paesi europei: “i bambini che ricevono la paghetta sviluppano solide capacità di pianificazione finanziaria e sono meno esposti al rischio di contrarre debiti una volta raggiunta l’età adulta“.

Queste capacità consistono in un maggiore controllo delle spese, minori probabilità di trovarsi con il conto in rosso, più propensione al risparmio sviluppata grazie all’uso più responsabile del denaro. Nel campione, il 55% di chi ha ricevuto la paghetta durante l’infanzia accantona risparmi con regolarità da adulto. Anche i genitori – cui tocca l’onere dello stipendio settimanale, e di questi tempi non è scontato affrontare un’uscita in più – conoscono i vantaggi di questo metodo: il 70% di chi remunera i figli si dice certo che una volta usciti di casa diventeranno autosufficienti, l’83% la considera una valida strategia per far comprendere ai bambini il valore dei soldi. Il 79% dei clienti europei di Ing elargisce con regolarità ai figli una piccola somma di denaro.

Il paese più favorevole è la Turchia, con il 95% dei genitori a concedere la paghetta, mentre all’ultimo posto c’è l’Olanda, con solo il 67% delle famiglie a farlo. Gli italiani sono quinti in classifica, con un 81% degli intervistati convinto che far gestire una piccola somma ai figli sia una buona abitudine. Piccola quanto? Qui gli italiani si rivelano i più generosi: i loro figli, superati i 15 anni, ricevono in media 30 euro a settimana, con un crescendo che parte da 5 euro fino a 10 anni, e raddoppia a 10 euro fino al 15esimo. Agli ultimi posti della classifica i Paesi Bassi e la Repubblica Ceca, con un distacco netto da parte di quasi tutti i restanti paesi, a parte la Gran Bretagna che li affianca con soli 11 euro settimanali. Dopo gli italiani, i più generosi sono i genitori francesi, seguiti da spagnoli e austriaci, con una media di 20 euro settimanali.

http://www.repubblica.it/economia/finanza/2014/11/25/news/dare_la_paghetta_ai_figli_aiuta_a_crescere_adulti_pi_oculati_e_risparmiatori-101373416/?ref=HREC1-20

 

Paghette pesanti in Germania

paghSecondo statistiche ufficiali, la paghetta media di bimbi e teenager della repubblica federale non è mai stata così alta come oggi, continua ad aumentare (alla faccia della lotta all’inflazione, povera Bundesbank che illusa se la prende sul tema solo con Mario Draghi…) e trasforma bambini e adolescenti in un target sempre più importante sul mercato, per ogni comparto produttivo: fumetti e manga, giochi elettronici, alimentare tra fast food e altro, giocattoli, ma anche labels, marchi di moda, griffes d’ogni livello.

Vediamo in corsa poche cifre. In media, prese in considerazione famiglie d’ogni fascia di reddito su tutto il territorio federale (e i ceti medi e operai benestanti qui sono in percentuale sul totale molti di più che da noi o in Francia) la paghetta mensile dei bimbi e giovani tedeschi ammonta a 27,56 euro. Ha cioè subito un aumento di ben 38 cents rispetto all’anno scorso, e se la confrontiamo alla paghetta del 2009 dell’apice della prima grande crisi finanziaria mondiale, paghetta che era di appena 23,20 euro mensili per scendere poi a 23,04 nel 2010, l’aumento è ancora più cospicuo, del 19,6%. E inarrestabile: la paghetta cresce in un paese di fatto a inflazione zero per il terzo anno consecutivo, dai 24,79 euro del 2011 ai 27,18 dell’anno scorso alla cifra appena citata del 2013. Se a ciò si aggiungono i regali per compleanni e feste ricevuti dai familiari, almeno 170 euro pro capite annui in media, e soprattutto le somme versate sui libretti di risparmio di bimbi e adolescenti federali, il patrimonio di bambini e teenagers della Bundesrepublik ammonta a circa cinque miliardi di euro. Infine ma non ultimo anche i piccolissimi, i bambini tra i 4 e i 5 anni, con un patrimonio stimato di 648 milioni di euro, ingrassano ancora il totale.
E’ un’indice di come il benessere cominci presto nella patria del capitalismo ben temperato da welfare, concertazione e primato all’industria creatrice di posti di lavoro, eccellenze tecnologiche ed export. Ma è anche una cifra che fa sempre più gola a ogni comparto dell’economia e contribuisce alla robustezza della prima economia europea e quarta mondiale.
Tutti quei soldi, bimbi e teenagers di Germania non li spendono solo per fumetti o manga, gelati o cola, videogames o abbonamenti online. No, il 62 per cento dei giovani tra 6 e 13 anni dà grande importanza a scarpe sportive o altri capi d’abbigliamento firmati o griffati, nota Die Welt. “I genitori non impongono più le loro decisioni o preferenze alla prole”, nota Ralf Bauer, capo della sezione ricerche di mercato all’editoriale Egmont Ehapa. Comunque tranquilli, i tedeschi adulti di domani non sono solo consumisti: oltre l’80 per cento di loro spendono qualcosa almeno una settimana per libri e riviste culturali o di qualità, e anche i più “digitali” tra loro, continua lo studio di Egmont Ehapa Verlag citato dalla Welt, cliccano sempre più spesso in rete su contenuti culturali, col portatile o con lo smartphone che sia.

http://www.repubblica.it/economia/2013/08/07/news/germania_paghetta_pil-64413760/?ref=HREC1-7