Chiuso il caso Ylenia

images[2]Adesso Ylenia è veramente morta. Il primo dicembre scorso, il Tribunale di Brindisi ha pubblicato la sentenza con la quale si dichiara la morte presunta di Ylenia Carrisi, primogenita del cantante Al Bano e di Romina Power.  A presentare la richiesta era stato lo stesso Al Bano, a novembre del 2012. C’era poi stata la pubblicazione all’albo, per dare il tempo a chiunque avesse notizie dell’esistenza in vita della donna di farsi avanti. Infine, trascorsi sei mesi, il giudice si è pronunciato con sentenza.

La scomparsa – Ylenia Carrisi è scomparsa a New Orleans alla fine del 1994, all’età di 24 anni. L’ultimo contatto telefonico con la famiglia ci fu fra il 31 dicembre e il primo gennaio, dopo di che il buio più assoluto. ….

La richiesta di morte presunta presentata da Al Bano è stata redatta dall’avvocato Sandro Caforio. Nell’avviso veniva indicata la data di nascita, il luogo della scomparsa e l’ultima residenza, in contrada Bosco, a Cellino San Marco (Brindisi). Nessuno ha nel frattempo risposto all’invito “a chiunque abbia notizie a farle pervenire entro sei mesi dall’ultima pubblicazione”. Nelle scorse settimane si è celebrata una udienza nel corso della quale tutte le persone coinvolte, e cioè i familiari della scomparsa, avrebbero potuto produrre osservazioni riguardo alla procedura. La sentenza può essere pronunciata dopo l’assenza di notizie per un periodo di dieci anni. L’istituto della morte presunta produce gli stessi effetti della morte della persona fisica, ed è rilevante in termini di successione e per statuire come ripartire le eredità. Cesserebbe di avere effetto nel caso in cui la persona in questione torni a dare qualche cenno della propria esistenza in vita. … 

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/cronaca/14_dicembre_17/ylenia-carrisi-dichiarata-morta-brindisi-tribunale-chiude-caso-27978b48-85e3-11e4-9941-fc94f2340fb8.shtml

Prima bullo e poi?

BullismoIl bullismo, ovvero il comportamento aggressivo e vessatorio che alcuni soggetti mettono atto ai danni di loro pari che considerano più deboli, è un fenomeno che abitualmente preoccupa per le conseguenze sulle vittime che, se non adeguatamente aiutate e supportate, sviluppano spesso bassa autostima, senso di impotenza, disturbi dell’umore. Il bullismo però coinvolge due parti in causa, entrambe vittime in diverso modo dei meccanismi che si instaurano: le conseguenza negative non ricadono solo su chi subisce atti di bullismo, ma anche su chi li compie, rendendolo una persona da evitare perchè troppo aggressiva e bene accetta solo da parte di individui altrettanto disturbati. Questo tipo di frequentazione non fa che rafforzarne il comportamento antisociale, in assenza di interazioni di segno diverso, consegnando il bullo ad un destino infelice sotto plurimi punti di vista a causa del circolo vizioso che si instaura.

Quale futuro attende un piccolo bullo? Secondo un vasto studio che ha esaminato la vita di 43.093 adulti statunitensi si tratta di un futuro a tinte fosche, dominato dai disturbi psichiatrici, delinquenza e isolamento sociale. La frequenza con cui i reati sono compiuti da soggetti adulti che da bambini e ragazzini erano dei piccoli bulli ha fatto perfino propendere alcuni Autori per la lettura del comportamento criminale dell’adulto come strettamente legato ai suoi precedenti di bullismo, e quindi da questi precorso e causato. All’interno del campione esaminato le diagnosi relative ai Disturbi della Condotta e al Disturbo Antisociale di Personalità sono risultati rispettivamente 11 e 8 volte più probabili fra i giovani adulti con una storia di bullismo, ed è stata rilevata una correlazione significativa fra bullismo e Disturbo Bipolare, oltre che fra bullismo e altri Disturbi di Personalità (Istrionico e Paranoide). Il Disturbo Bipolare è incisivo in quanto gli sbalzi d’umore possono condurre ad acting out aggressivi e rendere più probabile il coinvolgimento in liti e risse, mentre le personalità paranoidi tendono a percepire in maniera distorta il comportamento altrui, sovrastimando la presenza di intenzioni offensive e aggressive e le personalità istrioniche assumono comportamenti provocatori che possono suscitare risposte aggressive da parte degli altri, dando il via a liti e risse. Non sono state invece riscontrate correlazioni fra bullismo e altri Disturbi dell’Umore o Disturbi d’Ansia, il che secondo gli autori avvalora la tesi secondo la quale il bullo è sostanzialmente un soggetto antisociale il cui quadro clinico include spesso altre diagnosi psichiatriche, compreso l’uso e abuso di alcol e altre sostanze.

Aggredire, mentire e truffare sono comportamenti molto diffusi negli ex bulli, una volta cresciuti. Alcuni di loro continueranno per tutta la vita a mettere in atto comportamenti vessatori nei riguardi di soggetti più deboli sia individualmente sia in gruppo (mobbing). …………

http://www.medicitalia.it/fmassaro/news/3023/Oggi-piccolo-bullo-domani-delinquente-un-esito-prevenibile

Schiaffi alla figlia: pagherà i danni

Va risarcito il figlio che prende schiaffi dai genitori. Lo ha stabilito la Cassazione, ricordando che ci sono dei «limiti nell’esercizio delle facoltà coercitive genitoriali» per cui, nel momento in cui queste «si risolvono in atti violenti in nessun modo riconducibili ad una legittimita finalità correttiva», devono essere scoraggiate e condannate. Con tanto di risarcimento al figlio. Ecco perché la Quinta sezione penale ha convalidato un risarcimento ad una figlia 16enne e una multa per lesioni personali ad una coppia di Torino che, in due occasioni, nel 2008, per scoraggiare la figlia di lui sorpresa a fumare, l’avevano presa a schiaffi.

In particolare, la Suprema Corte ha convalidato il risarcimento danni nei confronti della ragazza e ha confermato una multa di 750 euro nei confronti del padre, C.O. (comprensiva anche della condanna per percosse) e di 600 euro per le sole lesioni nei confronti della compagna M.S.. Inutile il ricorso della coppia in Cassazione, volto a dimostrare che la loro reazione, pur violenta, era volta a correggere il carattere ribelle della ragazza «rimproverata per avere fumato». La Cassazione ha passato in rassegna i due episodi nei quali la coppia aveva reagito con violenza nei confronti della figlia di lui e ha ricordato che la donna in una occasione aveva lanciato un cucchiaio contro la ragazza, mentre il padre le aveva dato sei schiaffi prendendola per i capelli

Insomma, due episodi nei quali la coppia torinese, scrive la Cassazione nella sentenza 45859, è andata ben oltre il legittimo esercizio dello `ius corrigendi´. Anzi, spiega la Suprema Corte che «in entrambi gli episodi contestati, le condotte poste in essere dagli imputati travalicavano i limiti dell’esercizio delle facoltà coercitive genitoriali, nel momento in cui si risolvevano in atti violenti in nessun modo riconducibili ad una legittima finalità correttiva». Comportamenti di questo genere, annota ancora la Suprema Corte, «sono estranei ad una finalità correzionale che vede la violenza quale incompatibile sia con la tutela della dignità del soggetto minorenne che con l’esigenza di un equilibrato sviluppo della personalità dello stesso». Convalidato così il giudizio del Tribunale di Torino, luglio 2011.

http://www.lastampa.it/2012/11/26/italia/i-tuoi-diritti/famiglia-e-successioni/prende-a-schiaffi-la-figlia-ribelle-genitore-paghera-i-danni-rB3JjrzjCXhhOJpCIkvV4K/pagina.html