I compiti a casa e la casalinga sveva

compitacasaIn principio furono gli Hausaufgaben, gli ormai famosi “compiti a casa” sollecitati da Angela Merkel. Non ci sono però solo quelli: nella prima economia di Eurolandia il dibattito politico e giornalistico sulla Grecia e sul futuro dell’Eurozona è plasmato da frasi fatte, immagini stereotipate, espressioni retoriche o singoli termini che arrivano direttamente dal linguaggio o dal sentire quotidiano e incarnano una serie di comportamenti auspicabili oppure inaccettabili per i tedeschi stessi. Sono espressioni che, a volte, finiscono per ostacolare una discussione aperta e non ideologica e possono aiutare in parte a comprendere alcune posizioni o rigidità tanto biasimate all’estero. Ecco una breve panoramica, che non ha pretesa di esaustività.

Über seine Verhältnisse leben (vivere al di sopra delle proprie possibilità): “Il problema è che la Grecia vive da tempo al di sopra delle proprie possibilità e che non c’è più nessuno che voglia prestarle soldi senza le garanzie altrui”, ha spiegato all’inizio della scorsa settimana il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble in un’intervista alla radio Deutschlandfunk. “Non si può vivere alla lunga al di sopra delle proprie possibilità”, ha aggiunto. Il principio, che vede nei debiti qualcosa da evitare in quanto rischioso e destabilizzante, trova il suo corrispettivo svevanell’immagine della schwäbische Hausfrau, (la “casalinga sveva”), assurta a virtuosa incarnazione della gestione parsimoniosa delle proprie finanze. Un’immagine particolarmente popolare nella Cdu: “Sarebbe bastato chiedere a una casalinga sveva, ci avrebbe detto una massima di vita tanto breve quanto giusta: alla lunga non si può vivere al di sopra delle proprie possibilità. Questo è il nocciolo della crisi”, spiegava Merkel a fine 2008.

Mia madre era una vera casalinga sveva, ricorderà in seguito lo stesso Schäuble: una volta non aveva monete per il parchimetro, ha parcheggiato lo stesso e il giorno dopo è tornata per pagare.

Ben meno poetica l’immagine che riassume le conseguenze per chi non ha ascoltato i consigli della casalinga sveva: den Gürtel enger schnallen, cioè tirare la cinghia, in quanto a lungo andare non si può “vivere a spese degli altri” (auf Kosten anderer leben). Quella di aver vissuto per anni a spese degli altri è un’accusa rivolta ai greci che circola da tempo ad esempio tra i commenti dei lettori di quotidiani e siti tedeschi. ……….

Austerität è invece un termine che è entrato soltanto di rimbalzo nel dibattito politico e giornalistico tedesco. “Nella lingua tedesca la parola ‘Austerität’ neanche esiste”, spiegava nel maggio del 2013 l’allora ministro degli Esteri Guido Westerwelle, nel tentativo di confutare l’immagine di una Germania indifferente alle ragioni della crescita e legata al “dogma dell’austerità”. Nel corso degli ultimi cinque anni, chiariva un mese prima Angela Merkel, “ho imparato due parole che non avevo mai utilizzato prima”. La prima è ‘economia reale’, “la seconda è stata ‘austerità’. Fino ad allora si diceva ‘consolidamento di bilancio’ ‘amministrare in modo solido’ o ‘non fare debiti'”.

di Alessandro Alviani | 24 Febbraio 2015  Il Foglio

http://www.ilfoglio.it/articoli/v/125957/rubriche/un-breviario-di-tedesco-per-capire-la-crisi-greca.htm