Pil, Fil e India in GB

Il Regno Unito come il regno himalaiano del Bhutan dove il Fil, il tasso di felicità interna lorda, conta più del Pil? Confortato dai primi dati positivi dopo nove mesi di recessione, che danno l’economia nazionale nel terzo trimestre in crescita dell’1,0%, il premier inglese David Cameron ha commissionato all’Office for National Statistics il compito di misurare la gioia di vivere dei suoi connazionali.  

Il risultato, a sorpresa, pare confermare una diffusa narrazione occidentale sulla supremazia spirituale dell’Asia: i sudditi più felici di Elisabetta II sono gli indiani. Un milione e quattrocentomila ex colonizzati, la minoranza più numerosa e visibile del mosaico britannico, che ha risposto al sondaggio con un punteggio di 7,5 su 10, Meglio degli anglosassoni “etnici” e dei cinesi, fermi al 7,4 e molto meglio dei neri che chiudono a 6,7. Dell’insoddisfazione di questi ultimi Cameron aveva già avuto qualche indizio nell’estate del 2011, quando aveva dovuto tornare di gran fretta dalle ferie in Italia per fronteggiare la rivolta nata nel quartiere suburbano di Tottenham. 

 Ma perché gli indiani sono così contenti di vivere nella patria dei loro ex signori e padroni? Il Guardian l’ha chiesto a Rami Ranger, un capitano d’industria sikh che per la sua compagnia, Sun Mark, ha ricevuto il prestigioso Queens Award for Enterprise e che difende nel mondo i valori talvolta mal compresi della sua comunità d’origine. A suo dire il segreto è la famiglia. Quella che per molti occidentali è diventata una gabbia o un luogo di conflitti rabbiosi resta nella cultura indiana il supporto, la culla, la tana dove trovare pace, rifugio e forza. Perché “La famiglia indiana è alla base di tutto. Sono valori, stabilità. Impariamo dai nostri genitori, viviamo i nostri sogni attraverso i nostri figli”.

http://www.lastampa.it/2012/11/05/esteri/chi-e-il-piu-felice-del-reame-in-inghilterra-sono-gli-indiani-ETkaj1d6kkPh9Rd3FytjTN/pagina.html