Gli Usa sono ripartiti davvero

locomGli Stati Uniti sono ripartiti davvero. Il Pil del terzo trimestre è stato rivisto clamorosamente al rialzo ed è ora pari al +5%, contro il +3,9% originario, mentre la fiducia dei consumatori a dicembre segna il massimo dal 2007, a 93,6 punti. Il dato è il risultato migliore da 11 anni e segue il +4,6% registrato nel periodo aprile-giugno di quest’anno: la dimostrazione di come la ripresa americana sia «reale», come l’ha definita la settimana scorsa il presidente Barack Obama nella sua ultima conferenza dell’anno.

Il contrasto con l’Europa, e soprattutto con l’Italia che arranca, stretta nella morsa del rigore, non potrebbe essere più eclatante: e Matteo Renzi coglie la palla al balzo. «I dati americani dimostrano che puntare su investimenti e crescita funziona – scrive il premier su Twitter -. Altro che austerità. Ecco perché l’Europa deve cambiare #2015 ».

Anche Wall Street mette il turbo: il Dow Jones supera quota 18.000 punti per la prima volta nella sua storia. Le Borse europee si mettono sulla scia e chiudono in rialzo, guidate da Piazza Affari (+1,46%). Ma l’euro fa le spese dell’exploit americano: il dollaro s’impenna e la moneta unica scende sotto quota 1,22, ai minimi da 28 mesi sul biglietto verde, per poi attestarsi a 1,2264 dollari.

A spingere la crescita degli Usa sono stati i consumi, aiutati dal ribasso dei prezzi petroliferi che ha dato respiro ai bilanci familiari, ma anche gli investimenti, compresa la spesa governativa per il settore della difesa, salita a livelli record. Positive anche le previsioni per il futuro: a fine 2014, il Pil americano, stando alle stime degli analisti, crescerà del 2,5%, nel 2015 la crescita è prevista al 3%. E il mercato si interroga sulle politiche future della Federal Reserve, aspettando il rialzo dei tassi nel prossimo anno: Standard & Poor’s punta addirittura sul prossimo giugno.

Per gli Stati Uniti, dunque, il 2014 è stato davvero un «anno di svolta», come affermano gli economisti della Casa Bianca. Il settore privato ha creato almeno 200mila posti di lavoro per dieci mesi consecutivi, per la prima volta dal 1990. L’occupazione totale è in aumento da 50 mesi, la serie più lunga registrata: 2,65 milioni di unità in più nei primi undici mesi di quest’anno, 231mila nuovi posti di lavoro nel solo mese di novembre, il miglior risultato dal 2011. Ma «c’è ancora molto da fare per consentire a tutti gli americani di condividere la ripresa»……

http://www.ilgiornale.it/news/economia/pil-volo-5-cos-lamerica-d-laddio-crisi-1078223.html

Siamo al 43%

tazzL’Italia scende a piedi del – poco ambito – podio europeo della pressione fiscale. Secondo il bollettino di Bankitalia, infatti, lo scorso anno, la tassazione nella Penisola è salita al nuovo record del 43,3% del Pil, pur venendo superata dalla Finlandia. La media dell’Eurozona è al 41,2%.

Nella serie storica della pressione fiscale emerge un vero e proprio balzo della pressione fiscale negli ultimi tre anni: si è saliti dal 41,6% del 2010-2011 al 43,3% attuale, mentre nel 2005, il “peso” fiscale si attestava ancora sotto la soglia del 40%, al 29,1% del Pil. Il 2013 rappresenta così un record assoluto e per il secondo anno si supera anche il livello raggiunto nel 1997, con l’eurotassa per entrare in Europa, quando gli italiani hanno versato nelle casse dell’erario il 42,3% della ricchezza prodotta.

L’ultimo anno, nonostante il record, ci consegna però un miglioramento nel contesto europeo: passiamo dal terzo al quarto posto dei paesi ‘tassatori’. Dovuto al fatto che la Finlandia ha drenato risorse fiscali, passando da una pressione del 42,9 al 44%: ha quindi sorpassato l’Italia, che è inoltre stata affiancata, con un ex equo al 43,3%, dall’Austria che prima era al 42,4%.

In testa – tra i Paesi dell’Euro – rimane comunque la Francia, con il 47,6% di pressione fiscale, seguita dal Belgio con il 47,2%. Se si guarda a tutta l’Ue, invece, la medaglia d’oro di paese ‘tassatore’ spetta al primato, incontrastato da molti anni, della Danimarca, dove il peso di tasse e contributi è al 48,8%.

 

http://www.repubblica.it/economia/2014/12/05/news/fisco_bankitalia-102176569/?ref=HREC1-9

Europa contro resto del mondo

I numeri dell’Europa se fosse uno Stato solo….

Uniti, non ci battono neanche gli Usa: il Pil della Ue-27 a prezzi correnti nel 2010 arrivava a 12.260 miliardi di euro, contro i 10.898 degli Stati Uniti. E comunque si tratta degli unici due valori a cinque cifre per il prodotto interno lordo: per gli altri Paesi del G-20 si scende a quattro o a tre cifre: 4329 miliardi per la Cina, 4118 per il Giappone, 1576 per il Brasile. In percentuale, il Pil della Ue-27 costituisce oltre un quarto del Pil mondiale (25,8%). Il dato è stato pubblicato oggi da Eurostat, in un interessante insieme di statistiche dal titolo “Comparing demographic, economic and social trends among the G-20 members”.

 Il più grande debito pubblico del mondo è quello del Giappone: 229,8% del Pil. Quello della Ue è “solo” dell’82,5% (ma è noto che quello italiano tenda ormai al 120%). Il debito più basso del mondo è quello dell’Arabia Saudita: un ridicolo 7,5% del Pil. Un record che si ripete per il deficit: non c’è, il Paese registra un invidiabile avanzo del 15,2% (gli altri due segni più sono della Corea del Sud, +2,3%, e della Russia, +1,6%).

In Europa vive il 7,3% della popolazione mondiale (501,8 milioni di abitanti), una quisquilia rispetto ai 1.341,3 milioni della Cina e ai 1224,6 milioni dell’India. Inoltre questa quota si ridurrà (visto che abbiamo uno dei tassi di fertilità più bassi del mondo, 1,6 figli per donna contro una media mondiale di 2,5) al 5,4% della popolazione mondiale entro il 2060.L’Unione Europea vanta un’aspettativa di vita molto alta: 76,1 anni per gli uomini, 82,1 per le donne. Ci battono però il Canada ((78,2 per gli uomini, 82,8 per le donne) e il Giappone (79,3 per gli uomini, 86,1 per le donne). Non se la passa male neanche la Corea del Sud, con 76,5 anni per gli uomini e 83,3 per le donne…….

http://amato.blogautore.repubblica.it/2012/11/28/unione-europea-contro-il-resto-del-mondo-primi-in-pil-tra-gli-ultimi-per-le-nascite/?ref=HROBA-1