Fed : tassi su

imafedLa Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse dei Fed Funds dello 0,25%, portandoli quindi in una banda tra lo 0,25% e lo 0,50% dal precedente range tra zero e 0,25%. Era da nove anni che il costo del denaro in Usa non veniva aumentato e dal 2008 i tassi si trovavano in quella fascia minima. La stessa presidente della Fed, Janet Yellen, ha sottolineato che con la mossa odierna “pone fine a un periodo eccezionale”, caratterizzato dalla crisi finanziaria e dalla più ampia recessione della storia. Ma ora la Fed “riconosce i considerevoli progressi dell’economia”, che crescerà poco più del 2% a fine anno, e per questo il rialzo “è appropriato.

0,25%, dalla quale non ci si era mai spostati. Anche oggi la giornata di Borsa ha ruotato intorno all’attesa per le scelte di Washington, nonostante il calo del prezzo del petrolio resti una preoccupazione per gli investitori. Alla pubblicazione della decisione della Fed, Wall Street ha spiccato il volo: il Dow Jones è salito dell’1,28%, il Nasdaq è avanzato dell’1,52% mentre lo S&P 500 ha messo a segno un progresso dell’1,4%……
http://www.repubblica.it/economia/2015/12/16/news/fed_tassi_usa_yellen-129627179/?ref=HREC1-6

 

A differenza di quanto accade in condizioni ‘normali’, la politica monetaria non interviene questa volta per combattere le pressioni dell’inflazione. E’ buona norma per il governatore, infatti, agire sui tassi quando vuole calmare un’economia troppo esuberante, che rischia di dar luogo a una corsa dei prezzi inarrestabile. In questa circostanza, dicono invece gli esperti del Crédit Suisse, sono due i razionali che muovono Janet Yellen: limitare la possibile esplosione di bolle nell’immobiliare o sui mercati; e crearsi un cuscinetto per poter in futuro agire con la politica dei tassi, nel caso di un rallentamento economico. Se la crescita cambiasse verso, infatti, oggi la Fed non avrebbe margini d’azione: si deve allontanare dalla fascia dei ‘tassi zero’ che caratterizza ormai la politica della Fed dal lontano 2008 (per ironia della sorte, raggiunta sotto Ben Bernanke proprio il 16 dicembre). C’è anche qualche timore che questa mossa possa portare a una effettiva recessione, ma secondo gli economisti non è ancora il caso di preoccuparsi per l’ingresso in una fase calante dei mercati. Nonostante, ormai da oltre sei anni, il Pil Usa si espanda – e quindi sarebbe lecito attendersi un rallentamento -, gli analisti vedrebbero più a rischio i corsi azionari con una piena occupazione (disoccupazione al 4%, contro il 5% attuale) e una crescita dei salari più sostenuta.

http://www.repubblica.it/economia/2015/12/16/news/fed_in_azione_riflessi_su_dollaro_e_mercati_emergenti-129577836/

Ripresa più lenta del previsto

bceeeeLa ripresa continuerà, ma “ad un ritmo più lento rispetto a quanto previsto in precedenza”. La prognosi è di Mario Draghi, che ha parlato dopo la prima riunione del Consiglio della Banca centrale europea dopo la pausa estiva. E, come i mercati si aspettavano, oltre a lasciare invariato al minimo storico (0,05%) il costo del denaro ha annunciato che alla luce della frenata Francoforte, se sarà necessario, è pronta a prolungare “anche oltre” il settembre 2016 il cosiddetto quantitative easing. Cioè il programma di acquisto di titoli di Stato per un valore di 60 miliardi di euro al mese avviato nel marzo scorso con l’obiettivo di far salire l’inflazione, allentare la stretta creditizia e in ultima analisi rilanciare la crescita economica dell’Eurozona. Traguardi che si stanno allontanando a causa del rallentamento della Cina, che da settimane spaventa gli investitori.

Le stime dello staff della Bce sulla crescita del Pil per il 2015 sono state infatti riviste al ribasso: la crescita, a livello di area euro, dovrebbe fermarsi all’1,4%, contro il +1,5% prefigurato fino a due mesi fa, per poi salire all’1,7% (contro il +1,9% della precedente stima) il prossimo anno e all’1,8% nel 2017. E anche la crescita del livello dei prezzi, parametro fondamentale per valutare l’efficacia del quantitative easing, non sarà in linea con le attese: nel 2016 è vista all’1,1% dall’1,5%, quella per il 2017 è tagliata all’1,7% dall’1,8%. Per quest’anno la stima è tagliata allo 0,1% dallo 0,3%. E “ci sono rischi al ribasso”. ….

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/03/bce-draghi-ripresa-piu-lenta-del-previsto-pronti-a-prolungare-acquisto-titoli-di-stato/2005676/

Bce: tasso allo 0,05%

La Bce ha deciso di tagliare il tasso di riferimento dell’Eurozona, portandolo da 0,15%, in vigore da inizio giugno, allo 0,05%. «Le misure di oggi servono per fermare il processo di indebolimento della crescita e per sostenere le aspettative d’inflazione», ha spiegato il governatore dell’Eurotower Mario Draghi.

La reazione dei mercati

Subito le Borse hanno reagito allo stimolo arrivato da Francoforte: Milano accelera e l’indice Ftse Mib guadagna l’1,4% a 21.126 punti, davanti a Parigi e Madrid (+0,5%) e Francoforte (+0,1%), mentre Londra sale dello 0,3%.

Spread in calo, euro ai minimi

Bene anche lo spread tra il Btp decennale e il Bund tedesco che scende a 138 punti con un rendimento del titolo italiano che tocca il nuovo minimo storico al 2,34%. Ai valori minimi di luglio 2013 anche l’euro che è scivolato sul dollaro a 1,3038. La mossa di tagliare ancora i tassi risponde proprio all’esigenza di spingere la moneta europea più in basso, per stimolare l’export e rilanciare un po’ di inflazione.  

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Pronte misure non convenzionali contro la deflazione

Il passo della ripresa, già prevista a livelli molto moderati, si è indebolito nell’Eurozona. A confermarlo sono le stime della Bce. Secondo quanto detto da Mario Draghi lo slancio della congiuntura europea ha frenato e l’inflazione resterà bassa anche nei prossimi mesi, prima di risalire verso il target del 2% fissato dalla Bce nel 2015 e nel 2016. Il Consiglio direttivo della Bce, in caso di un peggioramento, «resta unanime nella possibilità di fare ricorso anche a strumenti non convenzionali».

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http://www.lastampa.it/2014/09/04/economia/bce-oggi-la-decisione-sui-tassi-attesa-per-le-parole-di-draghi-pmaLaqQmtr2yssZEU8EABN/pagina.html

 

Tassi invariati

La Bce lascia invariato il costo del denaro al minimo storico. Il Consiglio ha deciso di tenere fermi il tasso di riferimento allo 0,50%,

L’ultima variazione risale a maggio, quando la Bce ha tagliato dello 0,25% il tasso di riferimento.

La politica monetaria della Bce resterà accomodante finchè necessario, secondo quanto indicato nella guidance di luglio» ha detto il presidente della Bce Mario Draghi, che poi ha aggiunto alcuni dettagli sull’economia dell’Eurozona nei prossimi mesi. L’inflazione resterà bassa a causa del calo dei prezzi dell’energia mentre la congiuntura, come si legge negli ultimi indicatori sulla fiducia, dovrebbe riprendersi nell’ultima parte dell’anno e nel 2014 anche se in modo graduale e da bassi livelli. La Banca centrale europea ha però alzato leggermente le nuove stime di crescita per l’Eurozona per il 2013, con un Pil ora atteso per quest’anno in calo dello 0,4% (dal precedente -0,6%). In rialzo dell’1% invece per il prossimo anno (contro il +1,1% dello scorso giugno

BCE taglia i tassi

La Bce ha abbassato di un quarto di punto (dall’1% allo 0,75%)  il costo del denaro.    Se questo taglio era scontato,  meno lo erano le valutazioni del presidente Mario Draghi sul quadro economico, più pessimistiche rispetto a un mese fa. «L’attività  economica nella zona Euro resta debole e la ripresa sarà  graduale» ha detto…

Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha giustificato l’abbassamento dei tassi di interessi con un calo della «pressione sull’inflazione», anche se ha precisato che «tutte le misure di sostegno sono temporanee».  «Aspettative inflazione al di sotto, ma prossime al 2%.» ha spiegato il presidente dell’Eurotower ………

Nel breve termine – ha detto ancora Draghi – ci aspettiamo che l’economia dell’area euro si riprenda gradualmente, anche se sulla fase attuale pesano una serie di fattori. In particolare le tensioni in alcune aree dell’euro del mercato del debito sovrano e il loro impatto sulle condizioni del credito». Una «disoccupazione elevata» tuttavia peserà sullo slancio della ripresa che è prevista «graduale» nel corso dell’anno ha spiegato ancora Draghi. «Nel secondo trimestre – ha aggiunto il presidente della Bce – i dati macro indicano un’economia più debole».

http://www.corriere.it/economia/12_luglio_05/tassi-draghi-bce-calo_7df0ceea-c697-11e1-8ab7-67e552429064.shtml