GLI STUDENTI E LA PROTESTA COME UN RITO

protttLa protesta degli studenti: un rito che si ripete da un cinquantennio. Una volta si scendeva nelle strade per Trieste italiana. Ora la protesta è motivata dalle più diverse ragioni, grandi e piccole, vicine e lontane: istruzione gratuita (ma bisogna cercare i mezzi per farvi fronte, dove non lo è già, come nell’università); istruzione di qualità (anche questa una giusta richiesta, ma non si può avere dall’oggi al domani; c’è bisogno di un ventennio per realizzarla); diritto allo studio (richiesta ragionevole, anche perché garantita dalla Costituzione); rifiuto della scuola azienda e del preside manager (ma questi non vanno condannati, perché sono i mezzi per assicurare l’autonomia degli istituti scolastici pubblici e abbandonare il centralismo); critica della privatizzazione dei luoghi del sapere (ma non è meglio assicurare il fine pubblico e realizzarlo con strumenti privatistici, invece che in modi burocratici?); no alle diseguaglianze di fatto (lo disse tra i primi Karl Marx, e, nonostante tanti sforzi, sappiamo che è ancora un obiettivo lontano, che costerà lacrime e sangue); no a Renzi (in Italia c’è libertà di opinione e la Costituzione garantisce che le forze politiche, con metodo democratico, competano). Insomma, c’è tanta energia nelle richieste studentesche, ma anche tanta confusione tra speranze smisurate e speranze ragionevoli (la distinzione è di uno dei nostri maggiori storici della filosofia, Paolo Rossi).

La protesta studentesca è inoltre prigioniera di due miti, quello per cui pubblico è buono, privato cattivo; e quello per cui bisogna scendere per strada, bloccare il traffico, danneggiare proprietà private e pubbliche, per farsi ascoltare. Tanti sprechi e soperchierie pubblici, tante inefficienze, tanti guasti prodotti dal burocratismo e dall’ignavia di gestori pubblici non hanno ancora convinto i nostri studenti che non si può opporre privato a pubblico, che è sbagliato ritenere il primo regno del male, il secondo regno del bene. Gli abusi della libertà di riunione, di quella di manifestare nei luoghi pubblici, i danni conseguenti, i disagi provocati a cittadini incolpevoli, non hanno ancora insegnato che la competizione «con metodo democratico» comporta anche il rispetto dei diritti degli altri e il senso del limite.

È un peccato che questo senso del limite non sia entrato nello stile della protesta studentesca, perché questa troverebbe maggior ascolto. Essa ha radici comprensibili. È indicatore di un disagio di chi studia (e lavora) nella scuola, perché l’autonomia scolastica è rimasta una promessa, i mezzi sono pochi e le strutture obsolete, non esiste un sistema di istruzione ricorrente degli adulti, i governi che si sono succeduti non hanno avuto una politica scolastica. Rivela una preoccupazione, quella sul futuro. La generazione cresciuta negli anni del miracolo viveva molto peggio, ma aveva dinanzi a sé un futuro migliore. Quella di oggi vive meglio, dispone di più mezzi, ma sa di avere dinanzi un futuro incerto, perché la attende un’epoca di insicurezza.

È questo il messaggio della protesta, e su questo sarebbe utile oggi riflettere, per cercare rimedi ragionevoli, senza coltivare smisurate speranze.

 

 

Sabino Cassese

Corriere della Sera, 8 ottobre 2016

http://www.corriere.it/cultura/16_ottobre_08/cassese-ce3d1758-8cbf-11e6-9946-db55f98b858a.shtml

Il Governo Letta ha giurato nelle mani del Capo dello Stato

DOMENICA  28 APRILE 2013

GIURAMIl giorno dopo la presentazione della squadra di ministri il governo guidato da Letta giura al Quirinale.  Il Presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, e i ministri hanno giurato nelle mani del Capo dello Stato, pronunciando la formula di rito.

La cerimonia è cominciata puntualmente, anzi, in leggero anticipo, alle 11.28. Il primo a prestare giuramento è stato come prevede il cerimoniale, premier Enrico Letta. Poi via via gli altri, a cominciare dai ministri senza portafoglio.  Tanta l’emozione per chi per la prima volta  ha pronunciato una dichiarazione così impegnativa.

 I fatti accaduti davanti a palazzo Chigi, proprio mentre era appena cominciata la cerimonia al Quirinale, hanno poi cambiato tutto. Tutti i ministri sono stati tenuti all’oscuro della sparatoria fino alla fine del giuramento. Soltanto il Capo dello Stato Napolitano, il presidente del Consiglio Enrico Letta e il neo ministro dell’Intero, Angelino Alfano, sono stati informati mentre gli altri ministri prestavano giuramento. E soltanto alla fine tutti gli altri neoministri hanno saputo quanto successo e sono stati trattenuti finché non è terminato lo stato di allerta che nel frattempo era scattato anche davanti al Quirinale.

Appena tolto lo stato d’allerta in seguito alla sparatoria, i componenti del nuovo governo si sono trasferiti a Palazzo Chigi per il primo Consiglio dei ministri della nuova compagine. Prima della riunione è avvenuto il passaggio di consegne formale tra Mario Monti e Letta che avviene poco prima delle 13.30.  Letta suona la campanella che Monti gli affida, l’ormai ex premier scende nel cortile per l’ultimo saluto ufficiale prima di lasciare Palazzo Chigi

http://www.lastampa.it/2013/04/28/italia/politica/il-nuovo-governo-giura-al-quirinale-iY0vyn8xBlPKuhl2G1MDEM/pagina.html

http://www.corriere.it/politica/13_aprile_28/governo-giuramento-quirinale_26f6d614-afdc-11e2-9916-33bf7b5011d8.shtml

LE IMMAGINI

http://www.lastampa.it/2013/04/28/multimedia/italia/il-giuramento-del-governo-al-quirinale-WqcX90rE1iKhOnt01DIXLK/pagina.html

LA COMPOSIZIONE DEL GOVERNO

Presidente del Consiglio dei Ministri: Enrico Letta

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Segretario del Consiglio dei Ministri: Filippo Patroni Griffi

Vice Presidente e Ministro dell’interno: Angelino Alfano

Ministri senza portafoglio

  • Affari europei: Enzo Moavero Milanesi
  • Affari regionali e autonomie : Graziano Delrio
  • Coesione Territoriale: Carlo Trigilia
  • Rapporti con il Parlamento e coordinamento attività di Governo: Dario Franceschini
  • Riforme costituzionali: Gaetano Quagliariello
  • Integrazione: Cécile Kyenge
  • Pari opportunità, sport e politche giovanili: Josefa Idem
  • Pubblica amministrazione e semplificazione: Giampiero D’Alia

Ministri con portafoglio

  • Affari esteri: Emma Bonino
  • Giustizia: Annamaria Cancellieri
  • Difesa: Mario Mauro
  • Economia e Finanze: Fabrizio Saccomanni
  • Sviluppo Economico: Flavio Zanonato
  • Infrastrutture e trasporti : Maurizio Lupi
  • Politiche Agricole: Nunzia Di Girolamo
  • Ambiente, tutela del territorio e mare: Andrea Orlando
  • Lavoro: Enrico Giovannini
  • Istruzione: Maria Chiara Carrozza
  • Beni culturali e turismo: Massimo Brai
  • Salute: Beatrice Lorenzin

LE FOTO E LE INFO SUI NUOVI MINISTRI

http://www.corriere.it/politica/foto/04-2013/squadra/ministri/squadra_ade4719c-ae31-11e2-b304-d44855913916.shtml#3