“Il taglio di tasse più grande della Storia”

«Il taglio di tasse più grande della Storia», annuncia Gary Cohn, consigliere economico della Casa Bianca. «Le imprese americane saranno ancora più competitive e riporteranno migliaia di miliardi negli Stati Uniti», aggiunge il Segretario al Tesoro Steven Mnuchin.

Grande enfasi, ma numeri ancora da precisare: Cohn e Mnuchin hanno presentato ieri lo schema della riforma fiscale, una delle promesse bandiera del presidente Donald Trump. La manovra sarà discussa nel Congresso, dove i repubblicani sono preoccupati per la tenuta dei conti pubblici, tanto da spingere il presidente a rinunciare al finanziamento immediato per la costruzione del muro con il Messico.

Diverse le novità illustrate in diretta televisiva e accolte dal rialzo, quasi record, di Wall Street. Innanzitutto cambia il sistema di imposte sulle persone fisiche: gli scaglioni passano da sette a tre. Oggi il picco del prelievo è il 39,6%: scenderà al 35%. Poi ci saranno solo altre due fasce: 10 e 20%. Saranno abolite diverse deduzioni chiave, ma rimarranno quelle ultra popolari sugli interessi per il mutuo della casa.

Secondo Cohn alla fine «le famiglie del ceto medio e basso pagheranno meno imposte». Mnuchin ha fatto un esempio: una coppia non verserà nulla sui primi 24 mila dollari guadagnati in un anno. Di fatto si crea una specie di «no tax area» per i meno abbienti

L’altro capitolo tocca le imprese. Confermata la riduzione della «corporate tax» dal 35% al 15% su tutta la platea di imprese, comprese le piccole e quelle a conduzione famigliare. Con questa mossa, sostiene Mnuchin, le società americane riporteranno sul territorio nazionale «migliaia di miliardi» parcheggiati nei Paesi con un prelievo più basso.
Per fare rientrare la liquidità bisognerà, però, versare un prelievo una tantum: una misura, ancora allo studio, simile allo scudo fiscale sperimentato anche in Italia negli anni passati. I parlamentari e gli osservatori si interrogano sulle coperture di bilancio. Secondo gli esperti del centro studi «Tax Foundation» di Washington, la riduzione delle tasse sulle imprese scaverà un buco di duemila miliardi di dollari nelle entrate fiscali

È una cifra che si può calcolare facilmente analizzando le stime fornite dall’«Office Management and Budget» della Casa Bianca. Solo nel 2018 verranno a mancare 283 miliardi di dollari. Per Steven Mnuchin il piano complessivo è «in grado di ripagarsi da solo». Il Segretario al Tesoro prevede «massicci incassi fiscali, grazie alla ripartenza dell’economia». Il meccanismo è quello della cosiddetta «Curva di Laffer»: il taglio delle tasse stimola consumi e investimenti che a loro volta alimentano la crescita. Sulla nuova ricchezza prodotta si applicano le imposte e quindi l’erario dovrebbe recuperare il gettito perso all’inizio del ciclo. Ma nella storia americana questa leva ha funzionato parzialmente solo con Ronald Reagan (1981-1989): il Prodotto interno lordo salì fino al 4,1%, ma il buco fiscale si scaricò sul debito.

La riforma prevede altri sgravi, ancora da definire nei dettagli. Saranno riviste le imposte sugli immobili e sui capital gain, i guadagni da attività finanziarie. Sparirà la tassa di successione.

Giuseppe Sarcina

Corriere della Sera, 27 aprile 2017


http://www.corriere.it/esteri/17_aprile_27/riforma-fiscale-trump-il-taglio-tasse-piu-grande-storia-e29d5634-2abe-11e7-aac7-9deed828925b.shtml