Gardaland quotato a Londra

gardalandGardaland, il parco divertimenti tra i più famosi e visitati d’Europa, verrà quotato alla borsa di Londra insieme alle altre 97 strutture proprietà della Merlin Entertainments, colosso mondiale del divertimento (secondo solo a Disney) con sede in Inghilterra.

La Merlin, che ha acquistato Gardaland nel 2006 e lo gestisce direttamente insieme ad   altre importanti strutture come il Chessington World of Adventures (Regno Unito) o l’Heide Park (Germania) è una società da  5 miliardi di euro, i cui principali azionisti  sono la Kirkbi (36%) ed i fondi di private equity Blackstone Group (34%) e Cvc Capital Partners ( 28%). Sono loro che da novembre hanno deciso di mettere sul mercato il 20% delle loro azioni, metà delle quali  saranno destinate ai piccoli risparmiatori, ai quali saranno riservati sconti del 30% sul pass annuale valido in tutte le attrazioni del mondo.  L’obiettivo è raccogliere liquidità per far fronte ad un  debito  di 1,2 miliardi di sterline. Corposo ma da mettere in relazione con un fatturato  pari a 2,25 miliardi di sterline.

http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/economia/13_ottobre_22/gardaland-verra-quotato-borsa-londra-merlin-entertainments-fondo-blackstone-15fee688-3af8-11e3-95f2-9a7a296f615f.shtml

LA BORSA DI LONDRA

http://www.londonstockexchange.com/home/homepage.htm

MERLIN

http://www.merlinentertainments.biz/

Telecom parlerà spagnolo

telecomtelcoLa «scatola cinese» che controlla Telecom che diventa una scatola spagnola;…… Questa mattina un annuncio ufficiale spiegherà che una complessa struttura societaria che vede un manipolo di soci controllare Telecom Italia con appena il 22,4% del capitale riunito nella finanziaria Telco – quella che in gergo finanziario si chiama una scatola cinese, per l’appunto – cambierà in parte padrone.

Ne trarranno però beneficio solo alcuni soci. Gli spagnoli di Telefonica, finora al 46% della Telco, saliranno al 60%, conquistando quindi la maggioranza assoluta della scatola societaria e guadagnando di fatto il controllo – che nel tempo aumenterà – della stessa Telco e di conseguenza della Telecom. I soci che vendono parte delle loro quote – Mediobanca, Intesa-Sanpaolo, le Generali – ne avranno qualche consolazione perchè loro – e solo loro – si vedranno riconosciuto un prezzo di favore per quello che è, o almeno assomiglia molto, al cambio di controllo della Telecom.

La società telefonica si è orribilmente svalutata da quando i suoi soci finanziari, ligi al ruolo di banche e assicurazioni «di sistema» e troppo ossequiosi di fronte alle richieste della politica che non voleva vedere i telefoni italiani cadere in mani straniere – entrarono nel capitale. Allora pagarono le azioni 2,8 euro l’una; qualche mese fa le hanno svalutate per l’ennesima volta a 1,2 euro, ma sempre considerando un ricco premio di controllo, visto che ancora ieri sul mercato per un qualsiasi acquirente o venditore le stesse azioni valevano solo 59 centesimi. Adesso Telefonica riconoscerà a quelle azioni «più uguali» delle altre, che stanno in Telco, un valore di oltre un euro. il tutto, ovviamente, senza passare per la strada maestra dell’Opa, l’offerta che tocca tutti gli azionisti, perché la legge italiana prevede che questo strumento entri in azione solo se passa di mano almeno il 30% di una società. Adesso la – debole – speranza di un piccolo azionista può essere solo quella che qualche altro operatore decida di sfidare Telefonica percorrendo proprio al strada dell’Opa.

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http://www.lastampa.it/2013/09/24/economia/dalle-scatole-cinesi-a-quelle-spagnole-cos-perde-il-mercato-KMXde8ig85DZzrodNiIvfN/pagina.html

Sorpresina!!!!

Il colpo di fulmine scattò con una serie di ranocchiette di plastica dentro una confezione di merendine. Poi, quando i piccoli collezionisti sono diventati adulti e hanno cominciato a capire che tanti appassionati come loro erano pronti a spendere soldi per comprare i pezzi mancanti, i tre hobbisti – con un fiuto per gli affari tutto milanese – hanno trasformato la loro passione, e una competenza incredibile, in un’impresa. E in pochi anni hanno fatto le cose in grande: i gadget delle loro camerette dapprima hanno riempito una stanza, poi un ufficio e oggi le sorpresine stipate in magazzino sono diventate centinaia di migliaia.

I loro negozi virtuali di Ebay e Amazon sono presi d’assalto dai collezionisti di Italia e d’Europa. Oggi «Non solo Sorpresine», da Gorgonzola, riesce a garantire lavoro e reddito ai tre soci e ad una dipendente. Il fatturato? «I numeri sono stati per una sorpresa anche per noi», si limitano a raccontare…..

«I bambini restano i nostri fornitori principali. Molti ci mandano i loro pezzi doppi, noi gli spediamo quelli che gli mancano. Ma naturalmente il nostro riferimento è rappresentato in gran parte dagli ex bambini che hanno vissuto l’epopea delle prime sorpresine e che oggi sono disposti a spendere anche centinaia di euro per qualche rarità»….

http://www.corriere.it/cronache/12_ottobre_01/sorpresine-diventano-azienda_de0e6e4a-0bca-11e2-a626-17c468fbd3dd.shtml