Banconote addio. Ora a Monopoly si paga solo con la carta

mmmVita dura, praticamente impossibile, per i «furbetti» del Monopoly che barano con le «famose» banconote colorate. Il gioco da tavolo nato nel 1935 dice addio al contante per sposare le carte di credito contactless. Le stesse che sono utilizzate oggi per pagare nei negozi. Né più né meno. È questa una delle rivoluzioni della nuova versione, chiamata «Ultimate Banking», che sarà distribuita – già da questa settimana – in 60 mila esemplari. In pratica, ora, basterà una strisciata della carta magnetica o di qualsiasi altra carta del gioco per effettuare le operazioni della gara. I flussi di denaro quindi saranno tutti gestiti in modo automatico e in tempo reale da una sorta di banca centrale. «I conti sono più semplici, si evitano gli errori – spiega Stefano Perotti, brand manager di Hasbro Gaming, produttrice del gioco —. Inoltre, i “furbetti” non potranno barare con i contanti». A cambiare sono tante regole. I terreni partiranno già con una casa e i costi degli affitti cambieranno a seconda dei passaggi dei visitatori creando oscillazioni dei prezzi, proprio come avviene nelle nostre città. I giocatori, come «consumati» immobiliaristi, dovranno gestire un numero di variabili molto superiore rispetto a prima e adottare strategie di gioco complesse. «Da anni provavano a innovarlo, ora l’uso di carte di credito può avere una funzione educativa per i ragazzi – sostiene Andrea Ligabue, ludologo che forma gli insegnanti su come usare i giochi da tavolo come strumento didattico – perché li avvicina ai coetanei stranieri che sono più abituati a veder pagare senza l’uso di contanti». Plaude alla svolta pure l’Associazione bancaria italiana (Abi). «L’iniziativa è apprezzabile e risponde alla necessità di un cambio culturale rispetto all’utilizzo della moneta elettronica – dice Giovanni Sabatini, d.g. di Abi – favorendo nei più giovani lo sviluppo della conoscenza verso le innovazioni tecnologiche dei sistemi di pagamento». Cambia il modo di decretare il vincitore, che sarà il giocatore più ricco al momento della prima bancarotta. Questo velocizzerà di molto le gare. «Per la mia tecnica le novità saranno un vantaggio – afferma il campione mondiale di Monopoly Nicolò Falcone, che nella vita lavora nell’ufficio legale del Comune di Venezia – ma non mi fanno impazzire, perché il gioco è nato come critica del capitalismo e ora si rischia di accentuare lo spirito da “squalo” dei giocatori e limitare la fortuna». Che servirà di sicuro a trovare una delle 81 scatole – fra le 60 mila – contenenti un tesoro in premi da 100 a 10 mila euro.

Alessio Ribaudo

Corriere della Sera 13 ottobre 2016

http://www.corriere.it/cronache/16_ottobre_13/banconote-addio-ora-monopoly-e4437d8a-90b6-11e6-824f-a5f77719a1a0.shtml

Paghetta e propensione al risparmio

paghetVuoi un figlio meno indebitato? Dagli la paghetta quando è piccolo. Si era sempre sospettato che responsabilizzare i bambini nell’uso del denaro fosse un buon antidoto contro il disordine delle loro finanze personali in età adulta. Ora lo prova anche una ricerca condotta dalla banca olandese Ing, su un campione di 12.000 suoi clienti in 13 paesi europei: “i bambini che ricevono la paghetta sviluppano solide capacità di pianificazione finanziaria e sono meno esposti al rischio di contrarre debiti una volta raggiunta l’età adulta“.

Queste capacità consistono in un maggiore controllo delle spese, minori probabilità di trovarsi con il conto in rosso, più propensione al risparmio sviluppata grazie all’uso più responsabile del denaro. Nel campione, il 55% di chi ha ricevuto la paghetta durante l’infanzia accantona risparmi con regolarità da adulto. Anche i genitori – cui tocca l’onere dello stipendio settimanale, e di questi tempi non è scontato affrontare un’uscita in più – conoscono i vantaggi di questo metodo: il 70% di chi remunera i figli si dice certo che una volta usciti di casa diventeranno autosufficienti, l’83% la considera una valida strategia per far comprendere ai bambini il valore dei soldi. Il 79% dei clienti europei di Ing elargisce con regolarità ai figli una piccola somma di denaro.

Il paese più favorevole è la Turchia, con il 95% dei genitori a concedere la paghetta, mentre all’ultimo posto c’è l’Olanda, con solo il 67% delle famiglie a farlo. Gli italiani sono quinti in classifica, con un 81% degli intervistati convinto che far gestire una piccola somma ai figli sia una buona abitudine. Piccola quanto? Qui gli italiani si rivelano i più generosi: i loro figli, superati i 15 anni, ricevono in media 30 euro a settimana, con un crescendo che parte da 5 euro fino a 10 anni, e raddoppia a 10 euro fino al 15esimo. Agli ultimi posti della classifica i Paesi Bassi e la Repubblica Ceca, con un distacco netto da parte di quasi tutti i restanti paesi, a parte la Gran Bretagna che li affianca con soli 11 euro settimanali. Dopo gli italiani, i più generosi sono i genitori francesi, seguiti da spagnoli e austriaci, con una media di 20 euro settimanali.

http://www.repubblica.it/economia/finanza/2014/11/25/news/dare_la_paghetta_ai_figli_aiuta_a_crescere_adulti_pi_oculati_e_risparmiatori-101373416/?ref=HREC1-20

 

Il Paperone della storia…

L’uomo più ricco del mondo non è Bill Gates. E nemmeno Roman Abramovich. E neppure qualche Paperone cinese o tycoon indiano. E’ Mansa Musa I, sovrano del Mali, che regnò sull’Africa occidentale nel tredicesimo secolo, costruendo una fortuna sul sale e sulle miniere d’oro. La classifica in questione, in effetti, non riguarda la ricchezza odierna bensì quella di tutti i tempi, aggiornando il valore di soldi e beni di una volta al cambio attuale, dunque è un po’ diversa dalla graduatoria annuale sui mille più ricchi della terra pubblicata dalla rivista americana Forbes. La nuova formula è opera di un sito Usa, Celebritynetworth, per dimostrare che i patrimoni dei miliardari di oggi, per quanto enormi, non sempre sono in grado di competere con le ricchezze del passato.

ttp://www.repubblica.it/economia/finanza/2012/10/17/news/miliardardi_della_storia-44712686/?ref=HREC2-13