Maestri di strada

“Il regalo più bello te lo fanno quando accendono gli occhi. È la loro maniera di dirti grazie. Ti guardano e si illuminano. Ed è in quel momento che capisci che in fondo quello che facciamo per loro è poca cosa rispetto a quello che ci regalano”. Caterina Quattrone ci va una volta alla settimana al Centro Giovani Domani. Senza un impegno fisso nè orari troppo rigidi. A volte ci sta un paio d’ore, qualche volta di più. Ma quando può non rinuncia a quell’impegno con i ragazzini del suo quartiere. In fondo, dice, “ci vuole poco, basta esserci”. Certo, “aiutarli con lo studio è fondamentale, ma forse è ancora più importante ascoltarli. È quello che cercano”.

Caterina è un’insegnante dell’istituto comprensivo Don Bosco-Cassiodoro del quartiere Pellaro, una scuola nella periferia sud della città dello Stretto. Tanti bambini delle estrazioni sociali più diverse, con storie più o meno difficili e con difficoltà che cambiano a seconda delle mille variabili della vita. Una buona scuola in una zona “complessa”. Caterina insegna religione e di fatto, facendo poche ore per classe, conosce tutti i bambini del quartiere e pure quelli dei piccoli centri costruiti a ridosso di Pellaro. Al mattino gli parla di tante cose e, al pomeriggio, dice lei: “continuo a farlo”.

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2014/02/27/news/maestri_di_strada_alberto_manzi-79809011/?ref=HREC1-30

Chi era Alberto Manzi

Non è mai troppo tardi – la Fiction di Rai Uno su Alberto Manzi

E’ andato in onda il 24 e il 25 febbraio 2014 in prima visione assoluta il film per la TV dedicato al maestro Manzi con Claudio Santamaria. Regia di Giacomo Campiotti
Il Centro ALBERTO MANZI

http://www.centroalbertomanzi.it/home.asp

 

“Tutte le strade portano a scuola”

Il tragitto tra casa e scuola, cento metri o chilometri, in una città tranquilla o in un paesaggio difficile, per ogni ragazzino è comunque un viaggio meraviglioso. Noi italiani siamo purtroppo spaventati da tutto, vediamo a ogni angolo siringhe e pedofili, temiamo la furia delle macchine e i rapimenti, la nostra immaginazione si è distorta e le preoccupazioni hanno spazzato via ogni fiducia, così imbacucchiamo i nostri figli, portiamo giù per le scale del palazzo i loro zaini perché sono troppo pesanti, e poi quasi sempre si sale in macchina per fare prima, perché è sempre tardi, perché quel viaggio è un puro e semplice spostamento. Pensiamo che in ogni bambino c’è un Pinocchio, pronto a deviare dal suo tragitto obbligato verso scuola e a imboccare le traverse oscure del rischio, della disobbedienza, della catastrofe. Così facendo, neghiamo ai nostri figli un’esperienza formativa, quel senso di libertà che educa lo sguardo, il ritmo dei passi, la responsabilità. Eppure il bambino sa che deve andare a scuola, lo sa e in fondo gli piace, quello è il suo posto, lì ci sono gli amici, le maestre, il cortile, i libri su cui imparare cose nuove. In tutto il mondo ogni mattina milioni di bambini compiono quel viaggio, traversano il bosco incantato della realtà, si rinforzano sulla strada.
… La casa è la protezione assoluta, a scuola ci sono regole precise, banchi e lavagne, orari e compiti: in mezzo c’è un percorso obbligato eppure libero, una sequenza di rettilinei e di svolte, di abitudini e piccole sorprese che sono già un insegnamento. Ai miei studenti romani del primo anno faccio sempre scrivere un componimento su quella minima odissea quotidiana, da Tor Bella Monaca o da Giardinetti o da Torre Gaia fino all’edificio scolastico di via Olina, a Torre Maura. Sono chilometri macinati su autobus affollatissimi, tramvetti, e poi a piedi, dall’ultima fermata fino alla classe, sono pagine e pagine di un diario interiore, è un ago che traversa un pagliaio. «Professore, ma è sempre la stessa cosa — mi rispondono —. Tutti i giorni è la solita fatica, non c’è niente da raccontare». Io però insisto, so che ogni giorno è diverso dall’altro, che quel viaggio è già un viaggio di conoscenza del mondo e di se stessi. E così gli studenti iniziano a prestare più attenzione a quanto accade sull’autobus, alle immagini che si srotolano fuori dal finestrino, agli incontri occasionali, ai pensieri che piovono insieme alla pioggia e al sole. Sono resoconti bellissimi, cronache che valgono quanto quelle dei grandi viaggiatori, di Marco Polo o Chatwin. C’è la fatica dell’andare ma anche la determinazione di raggiungere la meta, perché nonostante gli sbuffi e le proteste ogni bambino sa che la scuola è la fabbrica di una vita migliore, che vale sempre la pena partire per arrivare fino a qui. La casa è un laghetto, la scuola è il mare: in mezzo scorre il fiume del viaggio…..
Tratto da un articolo di Marco Lodoli

La Repubblica 19.05.13

Obbligo di soccorrere gli animali feriti

cane feritoPrima era solo una questione di coscienza, ora è anche di legge. Chi investe un cane o un gatto in strada non può più fare finta di niente e tirare diritto, ma è obbligato a fermarsi per prestargli soccorso. Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale di ieri del decreto attuativo del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, entra in vigore a partire dal 27 dicembre la modifica del Codice della Strada che equipara lo stato di necessità di trasporto di un animale ferito a quello delle persona, prevedendo tra l’altro l’utilizzo di sirena e lampeggiante per ambulanze veterinarie e mezzi di vigilanza zoofila…….

La legge prevede ora che soccorrere gli animali feriti è un diritto-dovere, con l’obbligo di fermarsi e assicurare un pronto intervento in caso di incidente. Colui che, responsabile di un incidente, non si fermerà o non si adopererà per assicurare un tempestivo soccorso agli animali coinvolti, rischierà una sanzione amministrativa da 389 a 1.559 euro. Se si è comunque coinvolti in un incidente e non si chiama aiuto per gli animali coinvolti si rischia la sanzione amministrativa da 78 a 311 euro.

Si concretizza inoltre lo «stato di necessità» per il trasporto di un animale in gravi condizioni, finora raramente riconosciuto nei contenziosi per violazione del Codice della strada. Ciò significa che chi si occupa della loro cura urgente non può essere sanzionato se, per raggiungere un ambulatorio veterinario, si troverà a violare il Codice della Strada.  I mezzi di soccorso veterinari e di vigilanza zoofila vengono pio  equiparati a quelli di ambulanze, vigili del fuoco e forze di polizia.

http://www.corriere.it/animali/10_agosto_08/animali-feriti-obbligo-soccorso-nuovo-codice-strada_a688d9ba-a312-11df-a1b6-00144f02aabe.shtml

http://www.repubblica.it/cronaca/2012/12/14/news/obbligo_soccorso_stradale_animali-48717947/?ref=HREC1-5

Peter Sloan insegnerà inglese in carcere

L’attore, famoso per le lezioni
di inglese in tv è stato condannato per guida in stato di ebbrezza e insegnerà inglese ai detenuti

Tutta colpa di un bicchiere di vino di troppo – ammette Sloan –. In verità forse erano più di uno: ero stato a cena con il mio amico e collega Max Pisu per festeggiare l’ultimo ciak di una fiction televisiva e l’arrivo dell’automobile dei miei sogni, che mi era stata finalmente consegnata. All’una di notte, a Milano, nei pressi di un semaforo la polizia mi ha fermato per un normale controllo e mi ha sottoposto alla prova dell’etilometro: mi sentivo benissimo, non proprio sobrio ma discretamente lucido, tanto che ho anche chiesto agli uomini in divisa: “Allora, tutto a posto?”. Loro mi hanno risposto dicendomi che erano meravigliati del fatto che fossi ancora in piedi, poiché il tasso alcolemico superava abbondantemente la soglia di 1,5 grammi per litro. Ho tentato di giustificarmi dicendo che ero inglese, e che quindi lo strumento andava tarato sui parametri e le abitudini del mio paese, ma le forze dell’ordine, giustamente, hanno fatto il loro lavoro. Nel verbale hanno pure scritto che avevo gli occhi lucidi: ci credo, stavo già piangendo pensando alla mia auto appena acquistata».  

Al sequestro immediato del mezzo e della patente, è seguita poi la sentenza del giudice: un anno e mezzo di inibizione dalla guida e 20 mila euro di multa. Pena pecuniaria che per i reati legati alla violazione del Codice della strada può essere sostituita con lavori di pubblica utilità, come previsto da una legge approvata nel 2010: un giorno di impiego socialmente utile equivale circa a 250 euro. Dall’assistenza agli anziani alla pulizia dei parchi pubblici, passando per biblioteche, strutture ricreative, mense dei poveri, accompagnamento di ragazzi disabili e semplici lavori di segreteria: il menu delle possibilità è vastissimo, e sempre più spesso l’inserimento di queste forze diventa un supporto essenziale per garantire l’efficienza dei servizi sociali.  

Il giudice mi ha proposto di assegnarmi al lavaggio strade o alla docenza di una lingua straniera con persone particolarmente bisognose – spiega Sloan -. Ovviamente ho scelto la cosa che so fare meglio, e in collaborazione con “Unkode”, un’associazione di ragazzi straordinari e appassionati che si occupa dei reinserimento sociale e professionale dei detenuti ed ex detenuti fornendo loro competenze e professionalità, abbiamo ideato e proposto questa full immersion d’inglese». Una mattina alla settimana, per 160 ore come stabilito dal giudice, il professor Sloan si troverà quindi davanti ad una variegata classe composta da quaranta carcerati, metà italiani e metà stranieri, che si sono iscritti al corso con lo scopo di avere un’opportunità in più da giocarsi una volta scontata la detenzione

http://www.lastampa.it/2012/11/05/italia/cronache/lost-in-san-vittore-per-punizione-sloan-insegna-in-carcere-NvFJVmBpqQJ2tQCTak9s1M/pagina.html