Unioni civili: cosa prevede il ddl

ucivilIL DISEGNO di legge Cirinnà bis è un nuovo disegno di legge che ripropone il testo base adottato dalla commissione Giustizia al Senato nello scorso marzo. Nel capo 1 – le unioni civili – riguarda le sole coppie omosessuali. Nel capo 2 – le convivenze di fatto – ci si riferisce tanto alle coppie etero quanto alle coppie omo.

Tuttavia, il Cirinnà bis recepisce oggi alcune modifiche suggerite dalle audizioni dei costituzionalisti e dal lavoro di elaborazione degli ultimi mesi, tra veti e paletti posti dai centristi cattolici: un modo per aggirare l’opposizione di alcuni senatori in commissione, dove il vecchio ddl era bloccato da mesi tra ostruzionismi e resistenze. Nel nuovo ddl non vi è comunque nessuna apertura al matrimonio egualitario. Con la sua approvazione, le coppie composte da persone dello stesso sesso, qualificate come “specifiche formazioni sociali”, potranno usufruire di un nuovo istituto giuridico di diritto pubblico denominato unione civile.

Quanto ai diritti sociali – e alle polemiche che dividono la maggioranza – stepchild adoption (articolo 5, vale a dire estensione della responsabilità genitoriale sul figlio del partner) e reversibilità della pensione restano previsti, così com’erano. Cosa cambia? Non più un registro ad hoc per le unioni civili visto che le coppie saranno iscritte nell’archivio dello stato civile; soppressi però anche alcuni rimandi agli articoli del codice civile che regolano il matrimonio: i diritti e i doveri delle coppie unite civilmente sono elencati negli articoli 3 e 4 che si riferiscono alla vita familiare e agli obblighi di mutua assistenza e di contribuzione ai bisogni comuni e ai diritti sociali derivanti dalla condizione di coppia. Sono previsti i diritti successori dei coniugi. Le leggi, gli atti aventi forza di legge, i regolamenti e i contratti collettivi, ove si riferiscono al matrimonio e ai coniugi, si applicheranno anche alle parti dell’unione civile.

Nel ddl resta anche il titolo secondo (capo 2) sulla disciplina della convivenza: le coppie di fatto, tanto etero quanto omosessuali, vedranno scritti nero su bianco i loro diritti sanciti dalla giurisprudenza italiana ed europea (senza stepchild adotion né reversibilità delle pensioni): dalla reciproca assistenza (ciascun convivente può designare l’altro con pieni poteri o limitati per le decisioni in materia di salute o in caso di morte) alla permanenza nella casa in cui si vive assieme e successione nel contratto di locazione. Dall’inserimento nelle graduatorie ai diritti nell’attività di impresa.

http://www.repubblica.it/politica/2015/10/14/news/unioni_civili_ecco_il_testo_della_proposta_cirinna_bis-125061446/?ref=HREA-1

Cosa sono le unioni civili

http://www.politicanti.it/unioni-civili-italia-cosa-sono-prevedono-riforma-legge-testo-coppie-1032

 

 

 

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Legittimi o naturali, diventano semplicemente FIGLI.

Mai più figli e figliastri. Finalmente anche in Italia i figli naturali sono equiparati ai figli legittimi, nati all’interno del matrimonio. Il disegno è diventato legge alla Camera con 366 favorevoli, 31 contrari, 58 astenuti  ed è stato approvato in terza lettura.  Sono 100.ooo  i figli naturali nel nostro paese, il 20% del totale.

RISULTATO STORICO – «Abbiamo finalmente raggiunto un risultato storico in materia di diritti civili, archiviando norme odiose fondate su un anacronistico senso della morale. Spero che sia solo il primo di una lunga serie di provvedimenti coraggiosi, capaci di eliminare le profonde discriminazioni che esistono ancora nel nostro Paese» ha detto  la portavoce di Fli, Giulia Bongiorno.

NUOVA CIVILTÀ –  «Finalmente, dopo anni di discussione, è stata approvata una legge che costituisce un importante punto di innovazione: non esistono più i figli con aggettivi, cioè legittimi o naturali, ma i figli sono tutti uguali. È una nuova civiltà giuridica. Questo è uno di quei passi in avanti che fanno entrare il nostro Paese in un’altra epoca storica».  ha affermato la senatrice Pd Vittoria Franco.

BAMBINI TUTTI UGUALI – «La parentela è il vincolo tra le persone – dice la legge – che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione sia all’interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo». Il figlio «nato fuori del matrimonio può essere riconosciuto» dalla madre e dal padre «anche se già uniti in matrimonio con altra persona all’epoca del concepimento»  e il riconoscimento «può avvenire tanto congiuntamente quanto separatamente». La legge riconosce ai figli naturali un vincolo di parentela con tutti i parenti e non solo con i genitori. Il che significa che in caso di morte dei genitori può essere affidato ai nonni e non dato in adozione come accade oggi. Inoltre questa parificazione ha conseguenze anche ai fini ereditari. 

DIRITTI E DOVERI DEI FIGLI – «Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni. Il figlio ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti. Il figlio minore (che ha compiuto gli anni dodici, e anche di età inferiore ove capace di discernimento) ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano. In tutti gli articoli del Codice le parole figli legittimi e figli naturali sono sostituite semplicemente da figli.

DELEGHE AL GOVERNO – La revisione di alcune delle norme in materia viene affidata a una delega al governo da attuare entro un anno. Per questo è stata già istituita dal ministro Andrea Riccardi una commissione ad hoc guida dal professor Cesare Massimo Bianca che metterà a punto le norme di attuazione. Uno dei decreti attuativi riguarderà la disciplina delle successioni e delle donazioni, ai fini dell’eredità . I decreti di delega si occuperanno anche di prova della filiazione, presunzione di paternità del marito, azioni di riconoscimento e disconoscimento dei figli, dichiarazione dello stato di adottabilità

FIGLI NATI DA INCESTO – Sul delicato tema dei bimbi nati da persone legate da vincolo di parentela (fino al secondo grado)  viene riformulato l’art. 251 del codice civile e ampliata la possibilità di riconoscimento dei figli nati da queste relazioni. La  scelta ha sollevato la protesta dell’Udc e in particolare di Paola Binetti secondo la quale «è stato sdoganato l’incesto».

FIGLI CONTESI, DECIDE TRIBUNALE DI COMPETENZA: in base ad un’altra modifica del Senato, in caso di controversie tra i genitori, dei procedimenti di affidamento e mantenimento dei figli si occuperà, d’ora in avanti, il Tribunale ordinario.

http://www.corriere.it/cronache/12_novembre_27/Figli-naturali-equiparati-a-figli-legittimi-legge_9a9e2b12-38b8-11e2-a2c7-8d9940659020.shtml