Tutte le 23 lingue di babele Europa sono uguali.

Tutte le 23 lingue di babele Europa sono uguali. Non ce ne possono essere di `più uguali´ delle altre. E quindi no ai bandi di concorso pubblicati solo in inglese, francese e tedesco. La Corte di Giustizia europea oggi ha annullato una sentenza di primo grado che li ammetteva. Per l’Italia, che aveva presentato il ricorso, e per l’uso dell’italiano è una vittoria politica di spessore. Perché è sul trilinguismo di fatto che domina nelle istituzioni che si fonda anche l’impianto del sensibile dossier del brevetto europeo. Che andrà avanti comunque col regime della cooperazione rafforzata, senza Italia e Spagna unite nella contestazione appunto del “trilinguismo”. Ma il principio fissato dalla Corte peserà…..

Per i giudici di Lussemburgo la scelta di pubblicare un bando in sole tre lingue costituisce effettivamente «discriminazione basata sulla lingua», cosa che invece non era stata riconosciuta in primo grado con la sentenza del 13 settembre 2010. La decisione di oggi comunque non rimette in discussione i concorsi svolti, «al fine di salvaguardare il legittimo affidamento dei candidati selezionati».

Il caso contestato è partito nel febbraio e maggio 2007 quando vennero pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione e solo in francese, inglese e tedesco, i bandi di selezione per personale nel settore dell’informazione, della comunicazione e nei media. In essi si chiedeva la conoscenza «approfondita» di una delle 23 lingue e la conoscenza «soddisfacente» di una tra tedesco, inglese e francese. Lingue in cui si sarebbero svolti i test di preselezione, nonché le prove scritte del concorso.

La Corte ha ragionato per sillogismo: visto che è obbligatoria e «senza alcuna eccezione» la pubblicazione dei bandi sulla Gazzetta Ufficiale in tutte le 23 lingue ufficiali, anche quei bandi lo dovevano essere. I giudici comunque hanno sottolineato l’ovvio, ovvero la conoscenza di inglese, francese e tedesco oltre alla propria lingua madre è fondamentale per lavorare nelle istituzioni europee. Semmai bisogna stabilire principi chiari per non favorire chi è anglofono, francofono o germanofono per nascita. Ecco perciò che i test si potranno fare in lingua madre, ma anche il riconoscimento che «le conoscenze linguistiche costituiscono un elemento essenziale della carriera dei funzionari».

http://www.lastampa.it/2012/11/27/esteri/la-corte-ue-da-ragione-all-italia-no-ai-bandi-in-sole-tre-lingue-D3TGk6TG5WxD9eUPSZ8kjI/pagina.html

Torna di moda il tedesco

UNA volta erano soprattutto aspiranti filosofi, letterati, studiosi di teologia. Ora c’è Andrea, che fa l’ingegnere e presto partirà per Monaco, Stefano, medico in un grande ospedale milanese che andrà a Zurigo, e Simone, avvocato tributarista romano, che dalla capitale invece per ora non si muove. Hanno storie, lavori, città diverse alle spalle. Ad unirli la decisione, a più di 30 anni, di mettersi a studiare il tedesco.

Lo studiano, con l’urgenza, l’impegno, la stanchezza di chi ha ore di ufficio e corsia sulle spalle, per reinventarsi una vita e trovare nuovi impieghi, per garantirsi un presente economico più solido, moltiplicare i clienti, ridisegnarsi un futuro in anni di crisi nera.

Nell’ultimo anno nel nostro paese gli allievi di tedesco sono cresciuti del 18 per cento, a seguire una tendenza che percorre l’Europa e si intensifica man mano che si rafforza l’economia di Berlino: se infatti in Portogallo l’aumento degli alunni è di ben il 62 per cento, in Spagna siamo al 38 per cento in due anni e in Grecia al 30 per cento in soli sei mesi.

Ormai non è più questione di letteratura o teologia, è l’economia a dettare le scelte…..

http://www.repubblica.it/speciali/repubblica-delle-idee/edizione2012/2012/09/17/news/la_rivincita_di_goethe_su_shakespeare_col_tedesco_pi_facile_trovare_lavoro-42701749/