Fotostoria del Senato

Senatus, ovvero assemblea degli anziani. Nell’antica Roma erano loro, quelli con una più lunga esperienza di vita alle spalle, i 100 più saggi scelti tra le famiglie patrizie. Secondo la tradizione fu Romolo, il fondatore della città, a nominare il consiglio chiamato ad affiancare il sovrano nelle decisioni più importanti. Acquisì un’importanza ancora maggiore nell’età repubblicana e sopravvisse anche all’era imperiale…

……….Con la nuova Costituzione nasce il bicameralismo perfetto: Senato e Camera hanno esattamente le stesse funzioni. L’unica differenza che contraddistingue la camera «alta» è nei due limiti anagrafici previsti dalla Carta: 25 anni per potere votare, 40 anni per essere eletti…..

http://www.corriere.it/foto-gallery/politica/14_aprile_01/da-cicerone-grasso-fotostoria-senato-25-immagini-b7eba686-b986-11e3-92e9-a78914a8c77a.shtml

Fiat Chrysler Automobiles.

FCAFiat Chrysler Automobiles. Questo il nome del settimo gruppo automobilistico mondiale nato dall’unione fra il Lingotto in Italia e Auburn Hills negli Stati Uniti. Lo ha deciso  il consiglio di amministrazione del gruppo presieduto da Jonh Elkann e guidato dall’amministratore delegato Sergio Marchionne. Fca (questo il nuovo acronimo del gruppo) avrà come previsto sede legale in Olanda e sede fiscale in Gran Bretagna, mentre le azioni verranno quotate a New York e Milano. «Speriamo di arrivare alla quotazione a New York entro il primo ottobre, stiamo lavorando», ha detto Marchionne.

Riguardo alla sede fiscale una nota del Lingotto precisa che «la scelta non avrà effetti sull’imposizione fiscale cui continueranno ad essere soggette le società del gruppo nei vari Paesi in cui svolgeranno le loro attività».

La proposta approvata dal consiglio di Fiat prevede che gli azionisti di Fiat ricevano un’azione Fca (Fiat Chrysler Automobiles) di nuova emissione per ogni azione Fiat posseduta e che le azioni ordinarie di Fca siano quotate al New York Stock Exchange (Nyse) con un’ulteriore quotazione sul mercato telematico azionario (Mta) di Milano. Il completamento dell’operazione sarà soggetto a un numero limitato di condizioni, tra cui l’ottenimento della quotazione al Nyse e quella che l’esborso massimo derivante dall’esercizio da parte degli azionisti di Fiat dal diritto di recesso, nonché da eventuali esercizi dei diritti di opposizione dei creditori, non ecceda 500 milioni di euro. La quotazione sull’Mta di Milano avverrà dopo l’inizio della quotazione al Nyse.  

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http://www.lastampa.it/2014/01/29/economia/nasce-fiat-chrysler-automobiles-la-sede-legale-sar-in-olanda-doppia-quotazione-a-new-york-e-milano-5qggiawacgssq9kmSWLJXJ/pagina.html

Detroit -Torino : buste paga a confronto

miraUn operaio nello stabilimento Chrysler di Jefferson North, a Detroit. Un altro nella fabbrica Fiat di Mirafiori, a Torino. Vivono lontani migliaia di miglia e l’oceano che li separa vale anche per le buste paga. Diversissime, dalle retribuzioni fino alle tasse e addirittura alla frequenza (settimanale negli Stati Uniti, mensile in Italia). Eppure, adesso i due operai-turnisti hanno in comune una cosa non da poco: l’azienda per cui lavorano, al 100%.

Nella fabbrica Usa, con i nuovi contratti post-2009, ci si porta a casa circa 500 dollari netti a settimana. È un numero indicativo e medio della categoria, così come lo sono tutti gli altri a seguire. Al mese fanno all’incirca 2.100 dollari. Che, in euro, diventano 1.550. L’operaio italiano, invece, a fine mese incassa intorno a 1.350 euro. Ma il «netto in busta» arriva una volta in più (in Italia c’è la tredicesima) di quanto succeda al collega americano. Se fosse in cassa integrazione la sua paga sarebbe decurtata di diverse centinaia di euro, a seconda del numero di ore passate in fabbrica o in cassa. La Fiom Cgil parla di stipendi da 800-900 euro netti per chi è in cassa integrazione a zero ore da diverso tempo.

Fare confronti, insomma, non è facile. Tantomeno sugli importi lordi, visto che il cuneo fiscale tricolore può arrivare a superare il 50%, mentre quello a stelle e strisce viaggia intorno al 35% (stime Fismic).

Ma la «contabilità del cedolino» non si ferma qui: le aziende americane spesso integrano lo stipendio con polizze sanitarie e piani pensionistici differenti da quelli in Italia, dove – però – la sanità pubblica offre un livello di prestazioni ben diverso. Senza contare che il costo della vita e le tutele giuridiche non sono le stesse a Detroit e a Torino. E che, ancora, alcune voci (vedi gli incentivi fiscali) possono variare a seconda della regione dove si trova lo stabilimento, pur restando nella stessa nazione.

C’è poi la lista dei «variabili», con Chrysler che si distingue per una lunga serie di bonus. La Fim Cisl ha raccolto tutto un elenco dei bonus del contratto Chrysler-Uaw (il sindacato) del 2011, molti dei quali legati a parametri di produttività, per migliaia e migliaia di dollari. Uno fra tutti: la condivisione degli utili con bonus variabili da zero a 12 mila dollari (9 mila euro

http://www.corriere.it/economia/14_gennaio_03/operaio-usa-guadagna-piu-fisco-pesa-meno-fiat-93cdbe98-7466-11e3-90f3-f58f41d83fbf.shtml

Il teschio di un brigante conteso

giornaleGli scheletri di un brigante fanno litigare la Calabria e il Piemonte. Al Museo di Torino di Antropologia Criminale Cesare Lombroso sono conservati centinaia di resti di assassini, ladri e piccoli furfanti. Il teschio di uno di questi, quello di Giuseppe Villella, un brigante, sta contrapponendo però l’amministazione del comune di Motta Santa Lucia, in Calabria e il Museo. La questione è finita in tribunale con due diverse sentenze di primo e secondo grado. A chi debba andare il teschio della discordia sarà deciso con una sentenza attesa il 5 marzo.

http://video.corriere.it/torino-crani-volti-criminali-museo-lombroso/ffc602e6-7024-11e2-8bc7-4a766e29b99e

Il sito del museo

http://www.museounito.it/lombroso/default.html

Un centesimo da 2.500 euro

centArriva sul mercato del collezionismo una monetina che la Bolaffi definisce «il Gronchi rosa dell’euro». Il richiamo è al famoso francobollo stampato con un errore nel 1961, immediatamente ritirato e mandato al macero; i pochi rettangolini di carta superstiti sono tuttora molto ricercati dai collezionisti e oggi valgono circa mille euro (mentre il valore facciale era di 205 lire, cioè sui 40 centesimi di euro). Nel caso d’attualità che riguarda le monete, l’errore è un conio con valore facciale da 1 centesimo ma con il diametro e l’immagine al dritto della moneta da 2 centesimi, la Mole antonelliana di Torino, anziché l’immagine di Castel del Monte (in Puglia) che dovrebbe essere su tutte le monetine da 1 centesimo.  

Anche queste monetine sbagliate, come era successo col Gronchi rosa, sono state ritirate non appena ci si è accorti dell’errore; ma anche nel caso del «centesimo Mole» alcuni esemplari sono sfuggiti alla distruzione. Ne è nato un caso giudiziario lungo 11 anni che si è risolto solo ieri e che permetterà di mettere presto sul mercato del collezionismo il primo esemplare di «centesimo Mole». 

La Bolaffi annuncia la vendita all’asta di un primo esemplare il prossimo 23 maggio con una base di partenza di 2.500 euro. 

 Ma pare che i sei centesimi nella mani della Bolaffi non siano gli unici in circolazione; gli esperti stimano che le monetine sfuggite alla distruzione nel 2002 siano almeno un centinaio, e ora la stessa Bolaffi valuta che «dopo questa sentenza è plausibile che altre ne vengano alla luce».  

http://www.lastampa.it/2013/01/24/economia/arriva-il-gronchi-rosa-della-monete-un-centesimo-che-vale-euro-ofsqIyv9eHGexcmc7bP6DM/pagina.html