La regione più ricca del mondo

eeeuuurrr]La Cina supera gli Stati Uniti, ma – a sorpresa – la regione più ricca del mondo è l’Europa. Una buon esempio, se qualcuno ancora avesse dubbi, per spiegare come i singoli paesi del Vecchio continente non siano più in grado di competere a livello internazionale con le due superpotenze economiche, mentre insieme sono ancora capaci di mettere tutti in fila.

Lo spiega con chiarezza il Fondo monetario internazionale che ha misurato la ricchezza mondiale in termini di “parità di potere d’acquisto”: un’unità di misura che permette di considerare cosa effettivamente si può comprare in ogni paese con la valuta locale.

Ebbene, per la prima volta, nel 2014, la Cina supera gli Usa con 17.600 miliardi di dollari di Pil contro i 17.400 miliardi degli americani. Ben staccati arrivano i piccoli grandi d’Europa: la Germania (3.600 miliardi), la Francia (2.500 miliardi) e la Gran Bretagna (2.500).

La prospettiva, però, cambia radicalmente sommando – come per gli Stati Uniti – il Pil di tutti i paesi europei. Con 18.100 miliardi di dollari, il Vecchio continente è la prima potenza economica mondiale, almeno per quest’anno. Secondo il Fmi, infatti, la Cina sorpasserà l’Europa nel 2015 e gli Usa nel 2019. Certo, se poi il calcolo si facesse per numero di abitanti la classifica verrebbe ulteriormente stravolta con l’ex Impero del dragone all’89esimo posto.

Magra consolazione, perché è innegabile che l’Europa sia in panne: negli ultimi cinque anni la Cina ha messo a segno un aumento della propria ricchezza di 7mila miliardi, gli Usa di 3mila e l’Europa intera di 2.200, una tendenza che secondo il Fmi è destinata a continuare, almeno fino al 2019. A meno che il Vecchio continente non riesca a concretizzare, rapidamento, il piano d’investimenti annunciato dal nuovo presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker.

http://www.repubblica.it/economia/2014/12/11/news/europa_regione_ricchezza_cina-102618969/

Bocciate sotto stress

strePer dirla con la Banca d’Italia «il sistema del credito in Italia è solido». Gli esami della Bce, però, hanno sicuramente messo in evidenza un’immagine tutt’altro che lusinghiera delle nostre banche e, se non fosse stato, per la paziente opera di divulgazione effettuata da Via Nazionale i riscontri mediatici e comunicativi sarebbero stati ben peggiori.

Ma andiamo con ordine. La «valutazione complessiva» della Banca centrale europea su 130 grandi istituti di credito del Vecchio Continente ha bocciato 25 gruppi creditizi, mettendo in evidenza carenze patrimoniali per 25 miliardi di euro. Poiché l’esercizio (revisione degli attivi patrimoniali unitamente agli stress test) è stato condotto sui bilanci al 31 dicembre 2013, le misure messe in campo nei primi nove mesi del 2014 hanno consentito a 12 di esse di supplire alle mancanze per oltre 15 miliardi. Tra le 13 «rimandate» spiccano le italiane Monte dei Paschi di Siena (2,11 miliardi mancanti, 1,35 miliardi al netto della restituzione dei Monti-bond) e Banca Carige (814 milioni). Banca Popolare di Milano e Banca Popolare di Vicenza, che presentavano leggere carenze patrimoniali, hanno comunque passato il test. ……

…. Innanzitutto, va ricordato che nessuna banca italiana è stata bocciata nell’ Asset Quality Review , cioè nella parte dell’esame riguardanti la consistenza dei bilanci e del patrimonio. Nonostante un Pil in calo da cinque anni e un aumento monstre dei crediti in sofferenza, gli istituti di credito italiani sono riusciti a reggere l’onda d’urto. Soprattutto a suon di aumenti.

La bocciatura ha riguardato la fase degli stress test con scenario avverso. In pratica, la Bce ha simulato una crisi economica nel triennio 2014-2016 che in Italia avrebbe determinato un calo cumulato del Pil del 3,2% e un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato al 5,9% dal 2,5% medio attuale con conseguente perdita di valore dei Btp in portafoglio. ….

http://www.ilgiornale.it/news/politica/nuovo-schiaffo-delleuropa-bocciate-9-banche-italiane-1062821.html