Meno gite scolastiche

gitaMeno gite scolastiche. Fino a pochi anni fa nelle scuole superiori di secondo grado erano 1,3 milioni i ragazzi coinvolti: l’anno scorso si è scesi a 930 mila. Nelle superiori di primo grado è andata ancora peggio: 470 mila gli studenti in gita, con un calo del 31% rispetto all’anno prima. Se le gite calano, aumenta però l’accuratezza con cui si scelgono meta del viaggio e prezzo. Praga, Barcellona e Berlino le mete preferite dai liceali, secondo l’Osservatorio Touring sul turismo scolastico; Roma, Firenze, Venezia, Torino per le medie inferiori. E c’è anche un fiorire di tour operator specializzati proprio nel portare i ragazzi in gita. Si occupano di tutto: dall’albergo giusto, con strutture che garantiscano sicurezza a prof e ragazzi, a laboratori e attività interattive da abbinare alle più classiche visite e mostre…….

http://www.corriere.it/scuola/secondaria/13_novembre_22/lingue-musei-stage-gita-scolastica-2014-30cc0676-538f-11e3-91e0-82492dd09bca.shtml

Sempre meno iscritti all’Università

Si sono persi 30.000 nuovi iscritti negli atenei italiani e in meno di 10 anni, nove per la precisione, addirittura più di 70.000.
Era da 25 anni che in Italia non si registrava un numero di matricole così basso: nel 1988/1989 gli immatricolati erano 276.249. Quest’anno appena 267.076.
Il calo maggiore lo hanno subito i corsi triennali, che in meno di un decennio hanno perso quasi un terzo degli iscritti: 92.749 iscritti per l’esattezza. Nell’anno in corso se ne registrano 226.283, oltre 8.000 in meno rispetto a 12 mesi fa. Nello stesso periodo il numero dei diplomati è addirittura cresciuto di oltre 11.000 unità. Perché in Italia sempre meno giovani si iscrivono all’università? La recente crisi economica e occupazionale ha probabilmente fatto la sua parte: ormai tutti, laureati compresi, trovano difficoltà a centrare il primo impiego. Perché laurearsi?
Ma con tutta probabilità, l’interruzione degli studi dopo il diploma dipende anche dai costi sempre più alti che le famiglie sono costrette a sostenere, prima per la preparazione alla lotteria dei test di ammissione – ormai diffusi nella maggior parte degli atenei – e una volta ammessi, per le tasse di iscrizione, i trasporti e il vitto e l’alloggio per i fuorisede. Spese che evidentemente scoraggiano famiglie e giovani.
Una situazione che rischia di fare precipitare l’Italia ancora più in basso nella classifica degli iscritti all’università. Attualmente, il nostro paese è al quart’ultimo posto in Europa, con 3.302 iscritti all’università per 100.000 abitanti. Un valore che, se allarghiamo lo sguardo, ci colloca dietro l’Egitto, la Thailandia e il Paraguay.

http://www.repubblica.it/scuola/2013/03/06/news/crollo_degli_iscritti_nelle_universit_italiane_mai_cos_bassi_da_25_anni_e_cala_la_qualit-53971626/?ref=HREC2-10