Cambiar casacca

voltaIl primo dei voltagabbana, rideva Francesco Cossiga, «fu san Paolo che prima di diventare santo era un persecutore di cristiani». Per non dire di Martin Lutero, che prima di ribellarsi al Papa era un monaco agostiniano. O Winston Churchill, che entrò ai Comuni come conservatore e poi traslocò tra i liberali per tornare infine di nuovo tra i Tories. O Gabriele D’Annunzio che eletto dalla destra si spostò a sinistra. E potremmo andare avanti con Amintore Fanfani, Davide Lajolo o Norberto Bobbio che da giovani fascisti diventarono democristiani e comunisti e azionisti o Lucio Colletti che da comunista finì forzista o Mario Melloni che da democristiano diventò comunista e s’impose come un genio dello sfottò elegante col nome di Fortebraccio.
Insomma, cambiare idea, piaccia o no ai guardiani della fedeltà cieca e assoluta alla prima casacca, è legittimo.

Maurizio Ferrara, il cuore sanguinante per la scelta di Giuliano di abbandonare il Pci per avviarsi sul percorso che lo avrebbe portato a destra, scrisse sul tema un sonetto bellissimo: «Quanno li fiji imboccheno la svorta / e pijeno ‘na via che t’è negata / puro si dentro ciai ‘na cortellata / è guera perza a piagne su la porta». E a chi rinfacciava al figlio di avere tradito rispose a brutto muso: «Se Giuliano ha tradito, ha tradito qualcosa che doveva essere tradito». Ma come lo stesso Giuliano Ferrara disse una volta, «occorre essere all’altezza del tradimento». C’è modo e modo di vivere la svolta. Come osservò Claudio Magris, «dipende dalla qualità della conversione: la Maddalena non disse mai parole contro le sue ex colleghe né pretese di presiedere un’associazione di vergini».

http://www.corriere.it/politica/13_gennaio_22/razzi-scilipoti-vitalizio-Stella_0cb7e59c-645d-11e2-8ba8-1b7b190862db.shtml

Discorso del Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy in occasione della consegna del premio Nobel per la Pace all’Unione europea

….La guerra è vecchia come l’Europa. Questa Europa che porta le cicatrici di lance e spade, cannoni e fucili, trincee e carri armati.

La tragedia della guerra riecheggiava già nelle parole di Erodoto 25 secoli fa: “In tempo di pace i figli seppelliscono i padri ma in tempo di guerra sono i padri a seppellire i figli”.

Eppure, … dopo due guerre terribili che hanno gettato nell’abisso il nostro continente e il resto del mondo… un’era di pace duratura è finalmente sorta in Europa.

In quei tempi bui le nostre città erano ridotte in macerie e il lutto e il risentimento animavano molti cuori. Quanto doveva sembrare difficile allora ritrovare “quelle semplici gioie e quelle speranze che rendono la vita degna di essere vissuta”, come ebbe a commentare Winston Churchill….

……l’Unione europea sfodera la sua “arma segreta”: un impareggiabile intreccio di interessi che rende la guerra materialmente impossibile. Al prezzo di continui negoziati, su un numero crescente di argomenti, tra un numero crescente di paesi. È la regola d’oro di Jean Monnet: “Mieux vaut se disputer autour d’une table que sur un champ de bataille.” (“Meglio litigare intorno a un tavolo che su un campo di battaglia”)…….

L’Unione è maestra nell’arte del compromesso. Non un teatro di vittorie e sconfitte, ma una casa dove tutti i paesi si riscattano nel dialogo. E se il prezzo da pagare sono discussioni interminabili, siamo disposti a pagarlo…

http://ec.europa.eu/italia/attualita/primo_piano/aff_istituzionali/nobel_vanrompuy_it.htm